Se qualcuno avesse avuto dubbi su chi fosse la squadra più organizzata della serata, gli sarebbero bastati cinque minuti nel parcheggio del patronato per scioglierli. I Draguri si presentano compatti, tutti con la stessa maglia fresca di stampa, stemma ben in vista, riscaldamento da manuale e persino un ritiro prepartita degno di una finale mondiale Under 17. Venti minuti di esercizi, scatti, richiami tattici e urla motivazionali che si sentivano fino al Bar H.
Dall'altra parte i Pole Pole interpretano invece il prepartita secondo la più classica tradizione palistica: arrivi scaglionati, qualche assenza dell'ultimo minuto, due battute, una stretta di mano, quelache calcio al pallone (che va pure a finire nel giardino del vicino) e via a giocare. Una differenza di approccio che aveva fatto sorridere anche alcuni protagonisti della partita successiva: «Se facessimo quel riscaldamento noi, alle nove saremmo già da fisioterapia».
Eppure il TdP è bello proprio perché spesso mette in discussione le certezze.
La gara infatti è subito vera, combattuta e spigolosa. I Pole Pole sfruttano il maggiore mestiere, i Draguri rispondono con entusiasmo e corsa. Prosdocimi apre le danze, Rizzo replica, Volpato riporta avanti i suoi e Parzani ristabilisce immediatamente l'equilibrio. Al termine del primo tempo il tabellone recita 2-2 e nessuno può dire di meritare più dell'altro.
La ripresa si trasforma invece in una lunga battaglia di nervi. I pali spariscono, le occasioni si fanno più rare e la tensione cresce. L'arbitro è costretto a estrarre ben tre cartellini gialli per tenere sotto controllo una partita che, pur senza mai degenerare, si gioca con l'intensità delle grandi occasioni.
Si arriva così all'Extra Time, quella terra di nessuno che al TdP separa gli eroi dagli sconfitti. E basta appena un minuto perché il sogno dei Draguri diventi realtà: Paolo Cappelletto firma il palo che vale la vittoria e fa esplodere la gioia della matricola del torneo.
Due punti ai Draguri, uno ai Pole Pole. Ma soprattutto una prima indicazione per il Girone F: questi ragazzi arrivati in punta di piedi potrebbero avere molto più da dire di quanto racconti la loro assenza dagli almanacchi del TdP.
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