DURI
1        -        Calore Edoardo
1        -        Fabris Andrea

MALA DEL FORCE
3        -        Parpajola Marco
1        -        Zulian Giovanni
                

 

Ventuno serate, decine di partite, centinaia di pali e migliaia di persone passate dal patronato. Alla fine, come spesso succede, il Torneo di Palo si è ritrovato con le due squadre che, negli ultimi anni, hanno saputo interpretarlo meglio di tutte. Da una parte la Mala Del Force, campione in carica e a caccia del secondo titolo consecutivo. Dall'altra i Duri, vincitori del 2024 e desiderosi di riprendersi quello scettro lasciato dodici mesi prima.

La finale, rinviata di ventiquattro ore per la pioggia, richiama comunque un pubblico da grandi occasioni. Il patronato è pieno come nelle estati migliori, al BarH la coda per un panino con la porchetta è lunghissima mentre sul campo le due regine del torneo sono pronte a scrivere l'ultimo capitolo.

La Mala parte con una concentrazione impressionante. Sembra quasi che il pallone abbia una calamita cucita sulle maglie rosa fluo (tendente al biancorosso). Marco Parpajola apre le marcature dopo appena due minuti e dà subito la sensazione che la serata possa essere la sua. I Duri reagiscono con Andrea Fabris, ma la risposta della Mala è immediata: ancora Parpajola, ancora una volta Parpajola. All'intervallo il punteggio dice 3-1 e racconta bene una squadra capace di imporre il proprio ritmo fin dal primo minuto.

Nella ripresa i Duri provano a rientrare in partita. Combattono, tengono testa agli avversari e, quando la Mala raggiunge già al quattordicesimo minuto il quinto fallo, sembra aprirsi uno spiraglio. Forse è proprio lì che sfuma l'ultima occasione: invece di cercare con insistenza il sesto fallo che avrebbe regalato un tiro libero, i BluRoyal continuano a giocarsela a viso aperto. Quel sesto fallo non arriverà mai. Giovanni Zulian trova il quarto palo della Mala, Edoardo Calore accorcia nel finale, ma il destino della Coppa è ormai scritto.

Al triplice fischio i Duri raccolgono gli applausi di un patronato che riconosce il valore di una squadra capace di arrivare per il quarto anno consecutivo nel lotto delle semifinaliste. Poi sarà finalmente tempo di partire per quella vacanza in Puglia rimandata di un giorno per inseguire un sogno. L'amaro in bocca ci sarà, ma difficilmente cancellerà quanto costruito in questi anni.

La Mala Del Force, invece, alza il trofeo per la terza volta negli anni Venti, dopo i successi del 2021 e del 2025, e lo fa confermandosi campione per il secondo anno consecutivo. Se per anni il Torneo di Palo ha avuto dinastie come i Lemme Lemme o le Nutrie, oggi è impossibile non inserire anche la Mala Del Force tra le squadre simbolo della sua storia. Il 2026 non rappresenta soltanto un titolo in più: è la consacrazione definitiva di un gruppo che, estate dopo estate, si è costruito un posto tra le leggende del TdP. E conoscendoli, il bello è che probabilmente non hanno ancora finito.

Anonimo
28.07.26

Gio Carioca - Calli = 3 - 5

 
GIO CARIOCA
1        -        Bertotti Federico
2        -        Conte Sebastiano

CALLI
3        -        Bellucco Carlo
1        -        Grieco Giacomo
1        -        Marescotti Federico
                

Le finali del Torneo di Palo sono strane. C'è chi gioca con la Coppa davanti agli occhi e chi, invece, scende in campo sapendo che il premio più grande lo ha già conquistato strada facendo. Calli e Gio Carioca appartenevano decisamente alla seconda categoria.

Da una parte una squadra che negli ultimi anni ha continuato a crescere fino a diventare una presenza fissa nelle zone nobili del torneo; dall'altra la vera outsider dell'estate, capace di passare dal rischio di non iscriversi nemmeno alla conquista di una semifinale che, solo un mese prima, avrebbe fatto sorridere anche i più ottimisti.

Il clima è quello delle grandi occasioni, ma senza quella tensione che spesso accompagna le finali. Il pubblico applaude ogni bella giocata, al BarH si commentano già le premiazioni che arriveranno di lì a poco e in campo si respira quasi l'aria di una partita tra amici che si conoscono da una vita.

I Calli dimostrano fin da subito la loro qualità. Giacomo Grieco apre le marcature, Carlo Bellucco allunga e, anche quando Sebastiano Conte prova a riportare sotto i Gio Carioca, la sensazione è che i Pellegrini abbiano sempre qualcosa in più. Nella ripresa i canarini fluorescenti trovano ancora la forza di rimettersi in carreggiata con Conte e con il solito Federico Bertotti, ma i Calli rispondono con Marescotti e con altre due firme di Bellucco, chiudendo il torneo con una vittoria meritata.

A raccontare meglio di qualsiasi risultato, però, è l'atteggiamento delle due squadre. Si gioca con intensità ma senza cattiveria, quasi come se tutti avessero capito che una medaglia vale sempre meno del rispetto conquistato in un mese di torneo. Non è un caso che, poche ore dopo, proprio i Gio’ Carioca alzino la Coppa Disciplina, il riconoscimento forse più bello del TdP, perché assegnato non solo sulla base delle decisioni arbitrali ma anche dei giudizi delle squadre affrontate durante l'estate.

E poi c'è Carlo Bellucco. Con il premio di Miglior Giocatore del Torneo entra definitivamente nella storia: è il primo atleta a conquistarlo per tre volte, staccando perfino due monumenti come Alessandro Ferin e Omar Calore, fermi a quota due. Ma il gesto che racconta davvero il suo valore arriva durante la premiazione, quando chiede di condividere il riconoscimento con un compagno di squadra, sostenendo che quel premio appartenga anche a lui. Un campione si riconosce dai pali che segna. Un grande uomo, da momenti come questo.

I Calli chiudono il 2026 con la certezza di essere ormai una delle grandi realtà del Torneo di Palo e con la sensazione che il salto verso il titolo sia sempre più vicino…e l’anno prossimo “sarà l’anno dei Calli”: Anatema!!!! . I Gio Carioca, invece, salutano un'estate che nessuno dimenticherà facilmente: da squadra costruita all'ultimo momento a sorpresa del torneo. Se queste sono le premesse, nel 2027 ce ne faranno vedere delle belle, un po’ come nel 2018.

Anonimo
25.07.26

Duri - Calli = 5 - 4

DURI
1        -        Calore Edoardo
4        -        Moscardo Elia

CALLI

3        -        Grieco Giacomo
1        -        La Paglia Tommaso
                

Se c'era una partita che, guardando il tabellone a inizio torneo, profumava di finale anticipata, era proprio questa. Duri e Calli si erano già regalati spettacolo nella fase a gironi, con quel 4-3 deciso soltanto al Golden Palo, e il destino ha voluto rimetterli uno di fronte all'altro quando in palio c'era l'accesso alla finalissima.

Il patronato risponde presente. Come ormai succede ogni volta che giocano i Calli, da Madonna Pellegrina parte una piccola processione di tifosi, amici e curiosi. Qualcuno scherza dicendo che manca solo il pullman organizzato. Nel frattempo, tra una birra della Festa della Birra e una chiacchiera davanti al BarH, tutti sanno che quella delle 21.50 sarà probabilmente la partita della serata. E infatti il campo non tradisce.

L'equilibrio dura praticamente per tutta la gara. I Calli provano a scappare con uno scatenato Giacomo Grieco, autore di una splendida tripletta, ma dall'altra parte i Duri rispondono con la calma di chi certe partite le ha già vissute. Elia Moscardo si prende la scena con quattro pali pesantissimi, mentre Edoardo Calore firma quello che alla fine risulterà decisivo. Nessuno riesce mai davvero a prendere il largo: ogni tentativo di fuga trova immediatamente una risposta, in una sfida giocata ad altissimo ritmo ma con una correttezza che merita quasi più applausi del risultato finale.

Ed è forse proprio questa la fotografia più bella della serata. Pochi falli, pochissime proteste, tanto rispetto e due squadre che pensano soprattutto a giocare. In un torneo dove l'eliminazione diretta può facilmente far salire la tensione, Calli e Duri regalano invece uno spettacolo che rende onore al pubblico, agli arbitri e al Torneo di Palo.

Alla fine, però, qualcosa fa la differenza. Forse è l'esperienza. I Duri, reduci dal titolo conquistato nel 2024 (nella cui semifinale si sbarazzarono proprio dei Calli) e ormai abituati a respirare l'aria delle grandi occasioni, dimostrano ancora una volta di sapere gestire i momenti decisivi. I Calli escono invece tra gli applausi, confermandosi una solida realtà, con un’evidente allergia alla conquista della finale….

Il triplice fischio libera la gioia dei Duri... ma solo per qualche minuto. Archiviati gli abbracci, il discorso si sposta sorprendentemente dal campo al meteo. Domenica incombe la finale, ma incombe anche una vacanza in Puglia programmata da tempo. Le previsioni non promettono nulla di buono e l'idea di un eventuale rinvio al lunedì sembra preoccupare quasi quanto gli ultimi assalti dei Calli. Prima, però, c'è una finale da giocare. E, meteo permettendo, i Duri ci saranno!!!!!

GIO CARIOCA
2        -        Bertotti Federico
1        -        Buompane Michele
2        -        Conte Sebastiano      

MALA DEL FORCE    
1        -        Breveglieri Luca
1        -        Duranti Marco
6        -        Parpajola Marco
 

La prima semifinale sembrava avere un copione già scritto. Da una parte la Mala Del Force, campione in carica e ormai presenza fissa nelle fasi che contano; dall'altra i Gio Carioca, la sorpresa più bella di questa estate. Una squadra che, partita dopo partita, si è ritrovata incredibilmente a giocarsi un posto in finale. Il bello del Torneo di Palo, in fondo, è anche questo: ogni tanto una favola riesce davvero a prendere forma.

Il patronato è quello delle grandi occasioni. La Festa della Birra richiama gente fin dal tardo pomeriggio, il BarH fatica a stare dietro alle ordinazioni e, mentre qualcuno discute di luppolo sul campo la Mala decide di non perdere tempo.

Dopo appena due minuti Marco Duranti rompe l'equilibrio. Poi sale in cattedra Marco Parpajola, che probabilmente aveva fretta di arrivare in finale e, nel giro di pochi minuti, mette insieme un'impressionante raffica di pali. I Gio Carioca accusano il colpo. L'emozione per un traguardo inimmainabile, le gambe sembrano un po' più pesanti del solito e il tabellone dice addirittura 5-0 prima che i canarini riescano finalmente a sciogliersi.

Da lì, però, la partita cambia volto. Federico Bertotti e Sebastiano Conte riportano fiducia ai Gio Carioca, lasciando aperta una porta che fino a pochi minuti prima sembrava sbarrata.

La ripresa, infatti, è molto più equilibrata. Michele Buompane e ancora Conte tengono vive le speranze dei canarini, ma ogni tentativo di riaprire davvero la semifinale trova puntualmente una risposta della Mala. Breveglieri mette il suo sigillo, mentre Parpajola completa una serata da autentico cecchino con sei pali, una prestazione che entra di diritto tra le più pesanti di questa edizione. Del resto, uno che negli ultimi anni ha trascinato la Mala a un titolo da capocannoniere nel 2021 e di nuovo nel 2025 sa bene come si affrontano queste serate.

Al triplice fischio non ci sono musi lunghi tra i Gio Carioca. C'è la consapevolezza di aver chiuso un percorso ben oltre le aspettative e la possibilità di salutare il torneo con una medaglia di bronzo che, a giugno, avrebbe avuto il sapore di un sogno. La Mala Del Force, invece, centra la seconda finale consecutiva e continua la propria impressionante striscia nelle fasi finali. Ad attenderla ci saranno i Duri, campioni del 2024. Una sfida che vale molto più di una Coppa: è la "bella" tra le due squadre che hanno dominato gli anni Venti del Torneo di Palo. Chi alzerà il trofeo potrà legittimamente candidarsi a diventare il simbolo di questo decennio.

Anonimo
23.07.26

Subo - Calli = 3 - 5

SUBO
1        -        Marinaro Carlo
1        -        Mazzucato Riccardo
1        -        Varotto Luca

CALLI
1        -        Bellucco Carlo
1        -        Galdiolo Massimiliano
1        -        Grieco Giacomo
2        -        Moro Matteo

 

Se il primo quarto di finale della serata è stato una sfida di nervi, il secondo ha raccontato un'altra storia. In campo sono scese due società che, per motivi geografici e generazionali, si conoscono benissimo. Da una parte i Subo, storica espressione della parrocchia di Cristo Re; dall'altra i Calli, simbolo della nuova generazione di Madonna Pellegrina. Due mondi separati da poche centinaia di metri e da una rivalità che dura da sempre.

Sugli spalti il clima è quello delle grandi occasioni. Da Madonna Pellegrina arriva una vera e propria migrazione di tifosi, tanto che qualcuno giura di aver intravisto anche il parroco tra il pubblico, venuto a sostenere i propri ragazzi. Il patronato si riempie e il campo risponde con una partita bella, intensa e, soprattutto, corretta.

L'avvio sorride ai Subo, che passano in vantaggio dopo appena un minuto con Riccardo Mazzucato. I Calli, però, non si scompongono e prima dell'intervallo ribaltano completamente la situazione grazie ai pali di Carlo Bellucco e Matteo Moro, chiudendo avanti 2-1.

L'inizio della ripresa indirizza ulteriormente la sfida. Moro firma subito la doppietta personale e allunga il vantaggio dei Calli. Luca Varotto prova a riaprire i giochi riportando i Subo a una sola lunghezza, ma prima Giacomo Grieco e poi Massimiliano Galdiolo, complice anche una grossolana disattenzione difensiva dei gialli, ristabiliscono immediatamente le distanze.

Nel finale Carlo Marinaro accorcia ancora con una conclusione di rara bellezza, probabilmente una delle più spettacolari dell'intera serata. È però troppo tardi per riaprire davvero la partita.

I Subo salutano il torneo con la sportività che li ha sempre contraddistinti. Nelle dichiarazioni del dopo gara non cercano alibi e riconoscono apertamente i meriti degli avversari, ammettendo come la qualificazione dei Calli sia assolutamente meritata.

Per i Callli, invece, continua un'estate sempre più convincente. Dopo aver eliminato gli Scainari e i Subo, ad attenderli ci saranno i Duri, in una semifinale che sa già di rivincita dopo il 4-3 al Golden Palo con cui avevano avuto la meglio nella fase a gironi. Una sfida che, considerato anche il precedente di poche settimane fa, promette ancora scintille.

BAFANA BAFANA
 1        -        Aboulwafi Marouane
1        -        Antonello Elia
1        -        Cacco Giovanni
1        -        Paccagnella Matteo
1        -        Scarani Filippo


DURI
3        -        Calore Edoardo
2        -        Moscardo Elia
1        -        Nalon Mattia
 
 

Se c'era un quarto di finale che tutti avevano cerchiato in rosso, era questo. Bafana Bafana e Duri rappresentano due delle realtà più solide del Torneo di Palo degli ultimi anni. I primi portano sulle spalle una storia lunga ormai oltre quindici estati, culminata con il titolo del 2023; i secondi, pur essendo molto più giovani come età media, giocano insieme praticamente da sempre, qualcuno addirittura dai tempi del Torneo Under 14, e nel 2024 hanno conquistato il loro primo storico successo.

Era inevitabile aspettarsi una sfida dura. E così è stato.

Parte fortissimo Antonello Elia, che rompe subito l'equilibrio, ma i Duri rispondono con Moscardo. I Bafana sembrano però avere qualcosa in più e prendono in mano la gara grazie ai pali di Marouane Aboulwafi, Giovanni Cacco e Matteo Paccagnella, chiudendo il primo tempo avanti 4-2, con il secondo centro personale di Moscardo a tenere in scia i suoi.

Nella ripresa cambia completamente l'inerzia. Mattia Nalon riapre immediatamente la partita, poi Edoardo Calore firma prima il pareggio e quindi il momentaneo vantaggio dei Duri. Una doppietta che accende le proteste degli amaranto per via di un palo che, secondo i Bafana, non sarebbe stato effettivamente toccato dal pallone. Le proteste, però, non cambiano il risultato. Ci pensa allora Filippo Scarani a ristabilire la parità con il palo che manda la sfida ai tempi supplementari.

L'intensità, nel frattempo, è cresciuta ulteriormente. I contrasti si fanno sempre più duri e l'arbitro è chiamato a una direzione complicata. Per tenere la gara entro i binari è costretto anche a ricorrere ai cartellini, in una partita dove la posta in palio pesa quasi quanto ogni singolo contrasto.

Il tempo regolamentare non basta. Servono i supplementari e bisogna attendere addirittura il settimo minuto prima che arrivi l'episodio decisivo. Su una punizione dal limite, i Duri tirano fuori uno schema evidentemente preparato in allenamento: il pallone toccato è al millimetro su Edoardo Calore, che trova il palo del definitivo 6-5 e manda i suoi in semifinale.

Al fischio finale la tensione accumulata durante tutta la serata sfocia in qualche momento di nervosismo. È il riflesso dell'importanza della gara, comprensibile ma certamente evitabile.

Per i Bafana Bafana finisce un'altra estate da protagonisti, confermando ancora una volta di appartenere stabilmente all'élite del Torneo di Palo. I Duri, invece, proseguono il loro straordinario ciclo recente e in semifinale ritroveranno i Calli. Sarà il secondo confronto dell'edizione, dopo il 4-3 al Golden Palo conquistato dai Calli nella fase a gironi. Una sfida che, anno dopo anno, sta assumendo sempre più i contorni di un piccolo grande classico del TdP.

POLE POLE
2        -        Gusso Gianluca
1        -        Nordio Federico
1        -        Zanon Pietro

MALA DEL FORCE    
4        -        Parpajola Marco
2        -        Zulian Giovanni

 

Quando una squadra arriva da campione in carica, basta il rumore di un risultato maturato sul campo nella prima partita per far partire le sentenze. È successo anche questa sera. Pochi minuti dopo la qualificazione dei Gio Carioca, mentre la Mala Del Force stavano avviandosi al  riscaldamento, da qualche angolo del patronato è partita la classica battuta che solo il TdP sa regalare: "Beh, siete già in finale."

I Pole Pole hanno fatto finta di non sentire. Ma, se qualcuno pensava che avrebbero recitato il ruolo della comparsa, ha dovuto ricredersi in fretta.

L'avvio è tutto dei ragazzi degli storica accoppiata Volpato/Nordio. Gianluca Gusso rompe l'equilibrio, Pietro Zanon raddoppia e il pubblico inizia a fiutare l'impresa. Solo nel finale del primo tempo arriva la risposta della Mala Del Force con Marco Parpajola, il primo tassello di una rimonta destinata a cambiare il volto della partita.

Dopo l'intervallo la sfida si accende definitivamente. Federico Nordio riporta subito avanti i Pole Pole, ma da quel momento sale in cattedra proprio Parpajola. Il numero dieci prende letteralmente per mano la squadra, trova altri tre pali e trascina i suoi nel momento più complicato. Al suo fianco Giovanni Zulian piazza una doppietta pesantissima e, nel giro di pochi minuti, la Mala Del Force ribalta completamente l'inerzia della gara.

I Pole Pole, però, non escono mai davvero dalla partita. Gusso firma il definitivo 4-6 e fino all'ultimo costringe i campioni a rimanere concentrati. Ridurre tutto a Marco Parpajola sarebbe però ingeneroso. Certo, quando la partita pesa lui continua a rispondere presente, come ha fatto ormai in tante estati al TdP. Ma la forza della Mala sta soprattutto nella capacità di esaltare i propri uomini migliori all'interno di un gruppo che, anno dopo anno, continua a rinnovarsi senza perdere solidità.

La corsa dei Pole Pole si chiude con tanti applausi e la consapevolezza di aver venduto cara la pelle fino all'ultimo secondo. La Mala Del Force, invece, continua la difesa del titolo e raggiunge una semifinale dal sapore speciale, dove ad attenderla troverà una Gio Carioca che, proprio come accadde alla stessa Mala dodici mesi fa, sembra essersi accesa nel momento più importante del torneo.

TU QUOQUE
1        -        Bettella Nicolò
1        -        Compagnin Luca
1        -        Greggio Alessandro
 
GIO CARIOCA
2        -        Bertotti Federico
1        -        Buompane Michele
2        -        Conte Sebastiano
 

C'era una volta una squadra che superò il primo turno per il rotto della cuffia, qualificandosi come migliore terza dopo una fase a gironi tutt'altro che esaltante. Sembrava destinata a uscire presto, invece arrivò fino in fondo e alzò il trofeo. Era la Mala Del Force del 2025. Un anno dopo, osservando il percorso dei Gio Carioca, a qualcuno in patronato è inevitabilmente tornato in mente quel precedente. Sarà solo una coincidenza? Lo dirà il campo.

Di certo, alla vigilia, quasi tutti vedevano i Tu Quoque favoriti. La squadra finalista del 2024 e semifinalista nel 2025 arrivava all'appuntamento con un percorso praticamente impeccabile, mentre i Gio Carioca avevano sì eliminato i Draguri, ma concedendo parecchio e vivendo di una percentuale realizzativa ai limiti dell'incredibile. Eppure, ancora una volta, quella mira quasi chirurgica si è rivelata decisiva.

La partita si apre con il palo di Sebastiano Conte, ma i Tu Quoque rispondono con l’esordiente Alessandro Greggio, autentica rivelazione di questa edizione. Il tuquoquaro continua a stupire per personalità e qualità, confermando di essere uno dei volti nuovi più interessanti del torneo.

Nel finale del primo tempo Federico Bertotti riporta avanti i Gio Carioca, e nella ripresa arriva l'allungo decisivo. Ancora Bertotti, poi Michele Buompane costruiscono il doppio vantaggio che costringe i Tu Quoque a rincorrere. Nicolò Bettella prova a rimettere tutto in discussione, ma Conte trova il palo del 5-2 che indirizza definitivamente la serata. Nel finale Luca Compagnin accorcia ancora, ma il tempo rimasto non basta.

I Tu Quoque escono tra gli applausi. Negli ultimi tre anni hanno disputato una finale, una semifinale e ora un quarto di finale, confermandosi tra le realtà più solide del Torneo di Palo. Per Bettella, invece, sfuma un'impresa che avrebbe avuto il sapore della leggenda: conquistare il Torneo di Palo con tre squadre diverse dopo i successi del 2011 con i Nuevo Derrick e del 2018 proprio con i Gio Carioca. Ma Nicolò continuerà comunque a frequentare il patronato anche nei prossimi giorni: il figlio Diego, dietro il bancone del BarH, si è guadagnato sul campo il titolo di uno dei baristi-rivelazione dell'estate.

A fine gara, davanti a una birra, i giocatori dei Tu Quoque riconoscono con grande sportività i meriti degli avversari. Dall'altra parte del bancone, invece, i sorrisi sono inevitabilmente più larghi. Pensare che appena tre giorni prima della chiusura delle iscrizioni i Gio Carioca non sapevano nemmeno se avrebbero partecipato. Oggi, invece, sono in semifinale e si preparano a sfidare la Mala Del Force campione in carica. A volte, le favole del TdP iniziano proprio così.

COLPITI DA MCKINLEY
1        -        Meggiorin Mattia
1        -        Stivanello Edoardo
 
DURI    
1        -        Fabris Andrea
2        -        Moscardo Elia
4        -        Nalon Mattia
 

L'ultimo spareggio della serata metteva di fronte due squadre profondamente diverse per caratteristiche, ma accomunate dalla voglia di continuare il proprio cammino. Da una parte i Duri, gruppo giovane ormai stabilmente tra le protagoniste del TdP. Dall'altra i Colpiti da McKinley, una compagnia di amici che negli anni ha saputo costruirsi un'identità tutta sua, fatta di esperienza, battute e tanta voglia di stare insieme prima ancora che di giocare.

E infatti il prepartita dei Colpiti inizia ben prima del fischio d'inizio. Il tema caldo non riguarda schemi o marcature, ma una questione molto più delicata: chi dovrà offrire da bere una volta finita la partita, o peggio chi deve saldare i debiti lasciati dalle bevute della settimana scorsa. Una discussione che, complice anche il profumo delle cotolette proveniente dalla cucina, sembra distrarre più di qualcuno.

Come se non bastasse, entrambe le squadre si presentano con una divisa praticamente dello stesso colore. Tocca così a Matteo Mezzalana risolvere il problema con un rapido sorteggio per assenare le fluorescenti casacche.

Il primo tempo è un Duro monologo. Elia Moscardo rompe l'equilibrio e Mattia Nalon raddoppia, mentre i Colpiti non riescono mai a trovare la misura giusta per scalfire una difesa attentissima. Si va al riposo sul 2-0 con la sensazione che la squadra di Davide Gusso debba ancora entrare davvero in partita.

Nella ripresa Edoardo Stivanello prova subito a riaccendere le speranze, ma ogni tentativo di rimonta viene spento quasi immediatamente. Moscardo firma la doppietta personale, Nalon continua la sua serata perfetta e, nonostante il palo di Mattia Meggiorin tenga ancora in vita i Colpiti, il finale diventa un autentico assolo dei Duri. Andrea Fabris mette il suo nome sul tabellino e Nalon completa un poker personale che chiude definitivamente i conti.

Per i Colpiti termina comunque un torneo positivo, nel quale hanno ritrovato gli ottavi di finale grazie a un gruppo ricco di volti storici come Federico Conte, Davide Gusso, Jacopo Chiumento e Prof. Bobo Baldo. Una squadra che, probabilmente, continuerà a discutere di chi dovesse pagare il giro anche molto dopo il triplice fischio.

I Duri, invece, si regalano un quarto di finale di altissimo livello contro i Bafana Bafana. Una sfida tra due delle squadre più solide e continue degli ultimi anni, che promette di essere uno dei piatti forti dell'intera fase finale del Torneo di Palo.


LUNGODEGENTI
1        -        Munari Nicola
1        -        Rozzarin Pierclaudio
2        -        Ruzza Alessandro

BAFANA BAFANA
2        -        Aboulwafi Marouane
1        -        Antonello Elia
1        -        Cacco Giovanni
1        -        Paccagnella Matteo
1        -        Savioli Enrico
1        -        Scarani Filippo
 

ulla carta era probabilmente la sfida più equilibrata degli spareggi. Due squadre esperte, due gruppi abituati a frequentare le fasi nobili del Torneo di Palo e parecchi giocatori che, messi insieme, potrebbero raccontare buona parte della storia recente del TdP. Alla fine, però, il campo ha dato una risposta piuttosto chiara: i Bafana Bafana sono tornati.

Quel 6-0 a tavolino incassato contro i Subo aveva inevitabilmente lasciato qualche punto interrogativo. Quanto valevano davvero i campioni del 2023? La risposta è arrivata in maniera convincente. Per tutta la serata hanno dato la sensazione di sapere sempre cosa fare: ritmo, ordine, cambi puntuali e una padronanza degli spazi che raramente si vede in una gara da dentro o fuori.

La partita prende subito una direzione precisa. Scarani apre le danze, Antonello raddoppia e, nel finale del primo tempo, Aboulwafi e Matteo Paccagnella scavano un solco importante. Alessandro Ruzza riesce ad accorciare prima dell'intervallo, ma i Lungodegenti hanno sempre l'impressione di dover rincorrere.

Nella ripresa Giovanni Cacco allunga nuovamente, poi gli ex Toffees provano con orgoglio a rimanere aggrappati alla partita. Pierclaudio Rozzarin, Alessandro Ruzza e Nicola Munari riportano più volte i Lungodegenti a distanza di speranza, ma ogni tentativo trova puntualmente una risposta dall'altra parte. Ancora Aboulwafi prima e infine Enrico Savioli mettono il sigillo definitivo su una qualificazione che, a conti fatti, non è mai sembrata realmente in discussione.

A bordo campo non mancavano certo i personaggi. A dirigere le operazioni dei Lungodegenti c'era il loro storico mentore Michelino De Angelis, che per l'occasione si è presentato con un taglio di capelli liberamente ispirato a Cristiano Ronaldo. Un look da fuoriclasse che, però, non è riuscito a trovare un corrispettivo in campo.

Si chiude così il torneo dei Lungodegenti, squadra nata sulle solide fondamenta dei gloriosi Toffees e capace anche quest'anno di confermarsi tra le realtà più competitive.  Per i Bafana Bafana, invece, il cammino continua con un quarto di finale che profuma di grande classica: dall'altra parte ci saranno i Duri, anche loro ex campioni …. Che spettacolo sia allora.

Anonimo
21.07.26

Calli - Scainari = 7 - 4

CALLI
1        -        Armellin Luca
3        -        Bellucco Carlo
1        -        Berti Stefano
2        -        Papi Diego

SCAINARI

1        -        Calore Omar
1        -        Corvetti Claudio
1        -        Demiraj Erald
1        -        Galeazzo Andrea
 
 

C'erano tutti gli ingredienti per una grande serata: due squadre piene di storia, decine di edizioni del Torneo di Palo distribuite tra i giocatori in campo e quella sensazione che, prima o poi, qualcuno avrebbe dovuto salutare il 2026. Alla fine a sorridere sono i Calli, ma il 7-4 finale racconta una partita più netta di quanto in realtà sia stata.

I bisognosi di pedicure partono con il piede giusto e nel giro di pochi minuti prendono in mano la gara. Diego Papi rompe il ghiaccio, Carlo Bellucco raddoppia e Luca Armellin firma il momentaneo 3-0. Sembra l'inizio di una serata tranquilla, ma pensarlo contro gli Scainari è sempre un azzardo.

E infatti la vecchia guardia risponde presente. Omar Calore accende la miccia, Andrea Galeazzo continua la rimonta ed Erald Demiraj completa l'opera prima dell'intervallo. A inizio ripresa arriva perfino il sorpasso firmato Claudio Corvetti, uno che di partite da dentro o fuori ne ha giocate probabilmente più di chiunque altro al patronato. Per qualche minuto sembra che l'esperienza possa davvero ribaltare tutto.

È lì, però, che i Calli dimostrano perché da qualche stagione siano diventati una presenza fissa nelle fasi finali. Stefano Berti ristabilisce subito la parità, Papi rimette il muso avanti e nel finale Bellucco mette la firma definitiva con una doppietta che spegne definitivamente le speranze degli Scainari.

Probabilmente hanno pesato anche le rotazioni. Gli Scainari ritrovavano Giulio Borella, assente nelle prime tre gare per infortunio, ma alla lunga la fatica si è fatta sentire e i Calli hanno avuto più energie nel momento decisivo.

Negli ultimi minuti affiora anche un pizzico di nervosismo, inevitabile quando in palio c'è un posto tra le migliori otto. Nulla che sfugga di mano: Matteo Mezzalana gestisce tutto con autorevolezza, riportando rapidamente la calma mentre attorno al campo il pubblico continua a seguire ogni azione con una birra in mano e un occhio alle ordinazioni di cotolette del BarH.

Per gli Scainari termina così un'altra avventura di una delle squadre più longeve e ricche di storia del Torneo di Palo, capace ancora una volta di dimostrare che l'esperienza non passa mai di moda, e con l'ennesimo Coppa del Nonno in saccoccia. 

Per i Calli, invece, il cammino continua. Ai quarti li aspetta la squadra forse più in forma del torneo: i Subo. Spettacolo assicurato!

GODERECCI DI TOSA
1        -        Rainis Cesare

TU QUOQUE
2        -        Bettella Nicolò
2        -        Compagnin Luca
1                Goldin Davide
1        -        Pasianotto Giulio
1        -        Toffanin Davide
1        -        Valente Nicolò
 

Ci sono partite in cui il risultato racconta quasi tutto. Questa è una di quelle.

I Tu Quoque confermano di essere una delle squadre più solide del TdP 2026 e superano con autorità i Goderecci di Tosa, conquistando i quarti di finale con un netto 8-1.

La gara prende subito la direzione voluta dai favoriti. Luca Compagnin apre le marcature, Nicolò Bettella firma una doppietta nel primo tempo e Nicolò Valente porta il punteggio sul 4-0 prima dell'intervallo. Nella ripresa i Tu Quoque continuano a spingere con un altro palo di Compagnin, e poi di Davide Toffanin, Giulio Pasianotto e Davide Goldin, mentre per i Goderecci il meritato palo della bandiera porta la firma di Cesare Rainis.

C'è poco da rimproverare ai ragazzi di Tosa. Già il raggiungimento degli spareggi rappresentava un piccolo traguardo, soprattutto dopo l'eliminazione al primo turno dello scorso anno. Questa volta il passaggio alla fase a eliminazione diretta è arrivato e, dall'altra parte del campo, c'era probabilmente uno degli ostacoli più difficili che il tabellone potesse proporre. Una squadra reduce da una finale e da una semifinale nelle ultime due edizioni, abituata a giocare questo tipo di partite e capace di imporre fin da subito il proprio ritmo.

Nemmeno l'assenza dell'esordiente Alessandro Greggio, una delle sorprese più piacevoli della prima fase, ha rallentato la corsa dei Tu Quoque, che hanno dimostrato ancora una volta profondità di rosa e grande maturità.

Mentre al BarH le polpette continuavano ad uscire dal forno con una velocità quasi pari ai pali dei Tu Quoque, sul campo il verdetto era ormai scritto da tempo. Ma il TdP non finisce sempre con il triplice fischio. Finisce anche qualche ora dopo, sui gradini della chiesa, dove i ragazzi dei Goderecci hanno chiuso la serata come tante altre durante questo torneo: insieme, a chiacchierare e a ridere. Perché se il passaggio del turno era un obiettivo, vivere il Torneo fino in fondo era forse quello più importante.

Per i Tu Quoque, invece, il cammino continua. I quarti di finale contro i Gio Carioca saranno un ulteriore banco di prova di una squadra che, più che aver raggiunto un traguardo, sembra semplicemente aver imboccato la strada che sperava di percorrere fin dall'inizio del torneo.


                

GIO CARIOCA
2        -        Battifoglia Alessio
1        -        Carrossa Diego
3        -        Conte Sebastiano

DRAGURI
1        -        Bonan Alessandro
1        -        Venturato  Niccolò
 

Quando una squadra si qualifica agli spareggi grazie a un'ammonizione arrivata in un'altra partita, viene spontaneo pensare che il destino abbia deciso di concederle un'ultima occasione. I Gio Carioca quella possibilità l'hanno presa al volo e, invece di preparare le valigie per le vacanze, si sono ritrovano ora a preparare i quarti di finale.

Contro i Draguri, però, non è stata affatto una passeggiata. I giovanissimi vincitori del Girone F hanno confermato tutto ciò che di buono avevano fatto vedere nelle settimane precedenti: corsa, entusiasmo, personalità e la voglia di giocarsela sempre a viso aperto. Dopo il palo iniziale di Sebastiano Conte, Alessandro Bonan aveva riportato il punteggio in equilibrio poco prima dell'intervallo e, in avvio di ripresa, Niccolò Venturato aveva addirittura firmato il momentaneo sorpasso.

È stato quello il momento in cui è uscita tutta l'esperienza dei Gio Carioca. Conte ha ristabilito immediatamente la parità e pochi minuti dopo ha completato la propria tripletta personale. Diego Carrossa ha allungato sul 4-2 e, nel finale, Alessio Battifoglia ha chiuso definitivamente i conti con una doppietta.

Il 6-2 finale racconta una partita che, in realtà, è stata molto più equilibrata di quanto dica il tabellone. I Draguri hanno costruito tanto, forse persino più degli avversari in alcuni tratti della gara, ma hanno pagato una mira non sempre impeccabile. I Gio Carioca, invece, hanno dimostrato di avere in rosa autentici cecchini del palo: meno occasioni create, ma una percentuale realizzativa decisamente superiore. Quando hanno preso in mano la partita, lo hanno fatto con la tranquillità di chi sa gestire certi momenti.

Per i Draguri termina comunque un'avventura che merita soltanto applausi. Esordienti assoluti, vincitori del proprio girone, squadra tra le più giovani del torneo ma anche una delle più organizzate. Dal riscaldamento svolto come una vera squadra, al ritiro motivazionale negli spogliatoi prima di ogni partita, fino a una presenza social che ha coinvolto tantissimi coetanei: hanno dimostrato che il TdP può ancora conquistare nuove generazioni. L'impressione è che questo sia solo l'inizio della loro storia.

I Gio Carioca, invece, continuano a rimandare le ferie. Quando ormai sembravano destinati all'eliminazione, il TdP ha regalato loro una seconda vita. E adesso quella vita li porterà ai quarti di finale contro i Tu Quoque, in una sfida che profuma di storia recente del Torneo di Palo e che promette spettacolo.

POLE POLE
2        -        Nordio Federico
4        -        Richichi Paolo 
1        -        Volpato Nicolò
                
RACING STANZA GRANDE
1        -        Breda Federico
1        -        La Torre Federico
 
 

Mentre dal forno iniziavano ad uscire le prime, attesissime polpette della serata, sul campo i Pole Pole hanno sfornato una prestazione altrettanto convincente, staccando il pass per i quarti di finale con un netto 7-2 ai danni del Racing Stanza Grande.

Per una ventina di minuti, però, la partita è sembrata raccontare una storia diversa. Federico Breda aveva portato avanti il Racing, prima che Paolo Richichi ribaltasse il risultato con una doppietta che valeva il 2-1 dell'intervallo. Da lì in poi, però, i Pole Pole hanno cambiato marcia.

Federico Nordio ha firmato due pali in cinque minuti scavando il primo solco, La Torre ha provato a riaprire la sfida con il momentaneo 4-2, ma è stato soltanto un'illusione. Ancora Richichi, autore di un sontuoso poker personale, e Nicolò Volpato hanno completato un successo che non è mai stato realmente in discussione nella seconda metà di gara.

Il Racing ha probabilmente pagato qualcosa in termini di esperienza e anche alcune assenze pesanti. Quella di Mattia Martin, uomo di maggior curriculum della rosa, e soprattutto quella dello squalificato Alessandro Di Flaviano. Un'assenza particolare, perché fuori dal campo Di Flaviano è molto più conosciuto come Rubricalimenti, divulgatore seguito da oltre duecentomila persone che ogni giorno spiega in maniera semplice ma rigorosa la scienza dell'alimentazione. Stavolta, però, il suo menù prevedeva soltanto una giornata di squalifica... e una porzione abbondante di sofferenza vista dalla panchina.

Il Racing Stanza Grande saluta comunque il torneo lasciando un'ottima impressione. Nato quasi per scherzo come "fratello maggiore" del Deportivo Lo Stanzino, da cui prende bonariamente il nome, il gruppo ha affrontato il TdP con entusiasmo e curiosità, fermandosi spesso anche dopo le proprie partite a osservare le squadre più esperte, quasi fosse un corso accelerato di Palo applicato. Un atteggiamento che lascia intuire come questo possa essere soltanto il primo capitolo della loro storia.

Per i Pole Pole, invece, il cammino continua. E adesso arriva l'esame più difficile: ai quarti li aspettano i campioni in carica della Mala Del Force. Se davvero questa squadra vuole candidarsi tra le grandi protagoniste del TdP 2026, il momento di dimostrarlo è ora arrivato.

PAL-TOH
1        -        Kreko Egi
2        -        Schiavon Nicola
1        -        Spinello Simone
 
SCAINARI   
1        -        Borella Fulvio
2        -        Corvetti Claudio
1        -        Demiraj Erald
1        -        Galeazzo Andrea
 
 

Ci sono partite che entrano nella storia del Torneo di Palo per il risultato. E poi ci sono partite che rischiano di entrarci per la scomparsa del referto arbitrale.

Pal-Toh e Scainari hanno chiuso il Girone A con una sfida combattuta fino al Golden Palo, vinta dagli Scainari per 5-4. Il problema è che, terminata la gara, il referto consegnato all'organizzazione ha deciso di intraprendere un percorso tutto suo e al momento risulta disperso in qualche punto imprecisato tra il campo, il BarH e probabilmente una dimensione parallela accessibile solo agli arbitri.

Di conseguenza, mentre la Commissione d'Inchiesta Palistica è già stata virtualmente convocata, non siamo attualmente in grado di ricostruire marcatori, ordine dei pali, eventuali ammonizioni e altri dettagli tecnici. Le indagini sono in corso e confidiamo che qualcuno, prima o poi, ricordi almeno chi ha segnato cosa.

Una notizia però ce l'abbiamo. Tra i temi più attesi della serata c'era la rincorsa di Egi Kreko ai 150 pali in carriera. Il fuoriclasse dei Pal-Toh partiva da quota 148 e molti erano pronti a festeggiare il prestigioso traguardo. La festa, però, dovrà attendere. Durante la gara è infatti arrivato un solo palo, sufficiente per salire a quota 149 ma non per raggiungere la cifra tonda. Un appuntamento semplicemente rimandato.

Per il resto il risultato cambia poco gli equilibri già delineati. Gli Scainari chiudono il girone al primo posto con 8 punti e confermano ancora una volta la propria capacità di arrivare davanti a tutti quando conta. I Pal-Toh, invece, salutano il TdP 2026 con un solo punto e con la consolazione di aver trascinato fino al Golden Palo una delle squadre più attrezzate del raggruppamento.

A TUTTO PALO
 1        -        Badain Diego
3        -        Basile Pasqualino

COLPITI DA MCKINLEY           
1        -        Baldo Roberto
2        -        Chiumento Jacopo
3        -        Gusso Davide
1        -        Stivanello Edoardo
 
 

Quando si dice che il prepartita può essere ingannevole. Nei minuti che precedono la gara decisiva del Girone A, infatti, dalle parti dei Colpiti da McKinley sembrava quasi di assistere a una riunione condominiale dedicata alle cose che sarebbero andate storte. Chiumento e Bobo dispensavano pessimismo con generosità, mentre il povero Fungenzi veniva preso di mira con quella dose di affettuosa cattiveria che solo le squadre che si frequentano da anni riescono a riservarsi. Alla fine, però, come spesso accade al TdP, quelli che si lamentano di più sono anche quelli che poi trovano il modo di vincere.

La partita è equilibrata soltanto nei primi minuti. I Colpiti prendono progressivamente il controllo e trovano il vantaggio con Davide Gusso, uno che nel corso della sua lunga carriera palistica ha cambiato molte maglie ma non ha mai perso il vizio di colpire quando conta. Nel finale di tempo arrivano anche i pali di Roberto Baldo e di Edoardo Stivanello, che spingono il punteggio sullo 0-3 e fanno intravedere ai McKinley il traguardo degli ottavi.

Gli A Tutto Palo, però, non ci stanno. In apertura di ripresa Basile e Badain riportano immediatamente la gara in carreggiata ma proprio chi prima si stava esercitando nell'arte del disfattismo, trova due pali pesantissimi, Gusso ne aggiunge altri due e il punteggio torna rapidamente a sorridere ai Colpiti.

Gli A Tutto Palo continuano comunque a lottare. Basile completa la sua personale tripletta e dimostra ancora una volta il proprio valore, mentre Badain conferma che il talento accumulato in quasi trent'anni di TdP non evapora certo con il passare delle estati. Ma la coperta è corta. La squadra ha dovuto affrontare l'intero torneo senza poter contare stabilmente su diversi elementi della rosa e, alla lunga, l'età media elevata e le rotazioni limitate hanno presentato il conto.

Il 7-4 finale consegna ai Colpiti da McKinley il secondo posto del Girone A e l'accesso agli ottavi di finale, dove troveranno i Calli in una sfida che promette scintille. Gli A Tutto Palo salutano invece il TdP 2026 con tre punti e molti rimpianti, ma anche con la consapevolezza di aver tenuto viva fino all'ultimo una squadra costruita più sull'esperienza che sui numeri.

CICLONI    
1        -        Calore Alessandro
1        -        Illotti Paolo
1        -        Marinaro Pietro Gaetano
1        -        Minazzato Pietro

DEPORTIVO LO STANZINO    
3        -        Faccin Filippo


Ci sono strane partite che valgono una qualificazione per entrambe le squadre e che, alla fine, riescono nell'impresa di lasciare a casa tutti. Cicloni-Deportivo Lo Stanzino era esattamente una di quelle.

L'atmosfera del prepartita raccontava già tutto. Nessuna delle due squadre aveva voglia di sbagliare e il primo tempo ne è stata la naturale conseguenza. Pochi rischi, poche occasioni e tanta prudenza. Per lunghi minuti sembra prevalere la paura di perdere più che la voglia di vincere. Lo 0-0 con cui si va all'intervallo fotografa perfettamente una gara bloccata e nervosa.

La ripresa, invece, cambia completamente volto.

A rompere l'equilibrio è Filippo Faccin, uomo simbolo del Deportivo. Uno che in carriera ha disputato finali, semifinali e accumulato qualcosa come 88 pali al Torneo di Palo. Quando trova due volte il bersaglio nel giro di pochi minuti, lo Stanzino vede spalancarsi davanti la porta della qualificazione.

I Cicloni però sono fatti di una pasta particolare. Non hanno mai vinto il TdP, non hanno mai frequentato stabilmente le zone nobili del tabellone, ma da anni si presentano puntuali ogni estate con lo stesso entusiasmo. Alessandro Calore accorcia, Pietro Marinaro pareggia e Minazzato completa la rimonta. Nel giro di pochi minuti il Deportivo passa dall'euforia alla rincorsa.

Faccin riesce nuovamente a riportare il punteggio in equilibrio, ma l'episodio destinato a segnare la partita arriva poco dopo. Un fallo dello stesso Faccin genera qualche momento di tensione e da quel parapiglia emerge un doppio cartellino giallo. Una decisione che, col senno di poi, si rivelerà decisiva non solo per la gara ma per l'intero destino delle due squadre. Si arriva così al Golden Palo.

Per i Cicloni, però, il supplementare sembra avere il sapore della beffa. Quella sanzione disciplinare li condanna infatti all'eliminazione nei criteri di spareggio. In pratica, mentre si prepara il supplementare, i ragazzi sanno già che il proprio torneo è virtualmente finito.

A quel punto al Deportivo basterebbe superare una squadra ormai eliminata e con il morale sotto i tacchetti. Peccato che Paolo Illotti non sia minimamente d'accordo. Con il cronometro dei supplementari appena partito, il giovane ciclone lascia partire una conclusione dalla distanza che si infila dove serve. È il palo che decide la partita e, paradossalmente, elimina anche il Deportivo.

Sugli spalti, nel frattempo, si consumava un piccolo campionario di emozioni palistiche. Da una parte i Gio Carioca, che si ritrovano improvvisamente agli ottavi di finale. Una qualificazione che probabilmente, poche ore prima, nemmeno i più ottimisti avrebbero pronosticato.

Poco più in là, invece, il clima era decisamente diverso. La nutrita rappresentanza dirigenziale del Deportivo Lo Stanzino, impeccabile come sempre nel proprio abbigliamento da consulenza immobiliare più che da serata estiva in Patronato, assisteva impotente allo svanire di una qualificazione che sembrava a portata di mano. E in mezzo a questi stati d'animo contrastanti c'era anche Marco Illotti. Vincitore della primissima edizione del Torneo di Palo nel lontano 1994, ha visto il figlio Paolo trovare il Golden Palo decisivo della serata. Un momento che probabilmente mescola orgoglio e rammarico. Trentadue anni separano quelle due immagini, ma raccontano perfettamente una delle caratteristiche più belle del TdP: le generazioni passano, il torneo resta

Per i Cicloni l'eliminazione è dolorosa. Lo si legge negli occhi di un gruppo che vive il Torneo con autentica passione e che tra le proprie fila annovera persino l'autore  di "Ma che Palo ne so", l'inno che quest'anno risuona in continuazione tra BarH e Spotify. Per il Deportivo resta invece il rimpianto di essere arrivato a pochi minuti dalla qualificazione. Alla fine nessuna delle due continuerà il proprio cammino. Ma se il Torneo di Palo continua a esistere dopo oltre trent'anni, è anche grazie a serate come questa: partite che lasciano più ricordi che qualificati.

1 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 58

Tabellini con formazioni, marcatori e un breve commento per ogni partita del torneo

Ultimi commenti

Cerca

Agosto 2026
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
 << <   > >>
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            
b2evolution CMS