DURI
 2        -        Calore Edoardo
1        -        Kadisi Rayan
1        -        Rossetto Andrea
 
DEPORTIVO LO STANZINO 

1        -        Faccin Filippo
1        -        Giardina Riccardo
1        -        Tessarolo Paolo

Quando il calendario ha proposto Duri e Deportivo Lo Stanzino nella stessa serata, in molti hanno immediatamente cerchiato la partita in rosso. E il campo, per una volta, non ha tradito le aspettative.

L'ultima sfida della domenica mette infatti di fronte due squadre costruite per stare nella parte alta del torneo. Da una parte i Duri, campioni del 2024 e semifinalisti nel 2025. Dall'altra uno Stanzino che ha ereditato buona parte dell'anima e dell'esperienza dei vecchi Ratti Pauli. Tradotto: tanti tornei sulle spalle, tanti pali segnati e soprattutto la capacità di interpretare il gioco del palo senza improvvisazioni.

La partita si gioca a ritmi elevatissimi fin dai primi minuti. A rendere ancora più complicata la serata dei Duri arriva subito una brutta notizia: Afi Ayoub, uno dei principali riferimenti offensivi della squadra, è costretto ad abbandonare il campo nelle fasi iniziali per un infortunio. Una perdita che avrebbe potuto cambiare l'equilibrio della gara.

E invece i Duri trovano comunque le risorse per restare in partita.

È lo Stanzino a colpire per primo con Giardina, ma Edoardo Calore risponde immediatamente riportando il risultato in equilibrio. Kadisi completa il sorpasso, poi arriva la replica di Filippo Faccin, che conferma ancora una volta perché il suo nome continui a comparire tra i più temuti del torneo.

Il primo tempo si chiude in perfetta parità e con la sensazione che nessuno dei presenti abbia intenzione di fare un passo indietro.

La ripresa mantiene la promessa. Tessarolo riporta avanti il Deportivo, i Duri continuano però a macinare gioco e trovano il nuovo aggancio con Edoardo Calore, sempre più leader offensivo della serata. Quando mancano pochi minuti alla conclusione arriva poi il palo di Rossetto che completa la rimonta e consegna ai Duri una vittoria tanto preziosa quanto sofferta.

Il 4-3 finale fotografa bene ciò che si è visto sulla piastra: una gara equilibrata, intensa e giocata ad alto livello da entrambe le squadre. Una di quelle partite che ricordano perché il Girone D sia considerato da molti uno dei più affascinanti dell'intero torneo.

In classifica i Duri partono con il piede giusto e si prendono momentaneamente la vetta del girone. Lo Stanzino esce sconfitto ma con la consapevolezza di poter giocarsela contro chiunque. E considerando che Calli e Cicloni devono ancora esordire, il Girone D è appena cominciato e promette già scintille.



                

 
MALA DEL FORCE
2        -        Bordin Carlo
2        -        Duranti Marco
1        -        Faggin Alex
2        -        Parpajola Marco
 
GODERECCI DI TOSA  

1        -        Butucel Alessandro
1        -        Ruffin Francesco

Tra una porzione di pesce fritto, una montagna di patatine e qualche birra che continuava a viaggiare dal Bar H ai tavoli, la terza gara della domenica metteva di fronte due squadre che arrivavano all'appuntamento con obiettivi molto diversi. Da una parte la Mala Del Force, campione in carica e chiamata a raggiungere i Lungodegenti in vetta al Girone C. Dall'altra i Goderecci di Tosa, a caccia di un'impresa che avrebbe riaperto completamente il discorso qualificazione.

Per buona parte del primo tempo, a dire il vero, l'impresa non è sembrata poi così lontana. La Mala fatica a carburare, forse con nelle gambe gli strascichi della lunga serata TdGIN del venerdì. I Goderecci giocano senza timori reverenziali, rincorrono ogni pallone, pressano e tengono testa ai favoriti del girone. L'equilibrio viene spezzato soltanto da Parpajola e da Bordin, che permettono ai campioni in carica di andare al riposo avanti 2-0 senza però dare la sensazione di avere il controllo assoluto della gara.

Poi arriva il secondo tempo. Ruffin riaccende subito le speranze dei Goderecci, ma come dicevano i nostri nonni “mai astiare el can che dorme”. Nel giro di pochi minuti Duranti trova due pali, Faggin aggiunge il suo contributo e Parpajola torna a fare ciò che gli riesce meglio da anni: spostare gli equilibri delle partite. La Mala alza improvvisamente il ritmo e la differenza di esperienza emerge in tutta la sua evidenza.

I Goderecci, però, meritano applausi sinceri. Nonostante il passivo continui a crescere, non smettono mai di giocare. Più volte sfiorano il palo per questione di centimetri, colpendo quella zona grigia che separa il gesto giusto dalla gloria. Alla fine Butucel trova il meritato secondo palo che rende almeno un po' meno severo il tabellino.

Nel mezzo di tutto c'è stato il momento che avrebbe potuto consegnare la partita agli annali del folklore palistico. Gigi Sartori prova infatti l'impensabile: un palo di petto che avrebbe fatto esplodere il pubblico in un'apoteosi degna delle grandi occasioni. La tribuna trattiene il fiato, qualcuno si alza persino in piedi, ma il miracolo viene rimandato. La storia dovrà aspettare ancora.

Con questa vittoria la Mala raggiunge i Lungodegenti a quota 6 e trasforma lo scontro diretto dell'ultima giornata in una vera finale per il primo posto del girone. Per i Goderecci resta invece l'ultima sfida contro i Poeti, una partita che vale molto un ipotetico terzo posto da ripescaggio

TU QUOQUE
2        -        Bettella Nicolò
1        -        Compagnin Luca
1                Goldin Davide
3        -        Greggio Alessandro
2        -        Pasianotto Giulio
 
RACING STANZA GRANDE  
1        -        Mazzuccato Gianluca
1       -         Autopalo
 

Se la partita delle 19:10 doveva chi fosse già pronto a sedersi al tavolo delle grandi del torneo, la risposta è arrivata in maniera piuttosto netta. E a fornirla sono stati i Tu Quoque, che hanno confermato quanto di buono avevano mostrato all'esordio, mettendo in campo una prestazione di impressionante concretezza.

Del resto, quando dall'altra parte trovi una squadra che schiera gente come Bettella, Compagnin, Toffanin e soprattutto ritrova il capitano Collauti dopo l'assenza nella prima giornata, capisci subito che il livello si alza. Non è solo una questione di qualità tecnica. È la conoscenza dei momenti della partita, la capacità di capire quando accelerare e quando amministrare. Quelle cose che si imparano dopo anni passati a mirare un palo di metallo estate dopo estate.

Il Racing prova a restare in scia e trova anche il momentaneo pareggio con Mazzuccato Gianluca, ma il primo tempo diventa presto un monologo biancoblù. Greggio apre le marcature, Compagnin e Pasianotto allungano, Bettella torna a scrivere il proprio nome sul tabellino e Goldin si unisce alla festa. La sensazione è che ogni occasione dei Tu Quoque abbia una probabilità inquietante di trasformarsi in palo.

Alla pausa il divario è già importante e la ripresa non cambia la sostanza della gara. Il Racing continua a lottare con dignità, ma i pali finali di Bettella e Greggio mettono il sigillo definitivo su una partita che, nei fatti, si era già decisa nella prima frazione.

Tra le note più belle della serata c'è proprio il ritorno in campo di due figure simboliche dei Tu Quoque: Nicolò Bettella, autentica istituzione del Torneo di Palo con una storia che attraversa quasi vent'anni di manifestazione, e il capitano Enrico Collauti, rientrato dopo aver saltato la gara inaugurale. Quando certe facce tornano sulla piastra, il TdP sembra sempre un po' più a casa.

In classifica i Tu Quoque volano a quota 6 e sono ormai con un piede e mezzo nella fase finale. Il Racing resta fermo a 3 punti ma mantiene il destino nelle proprie mani: l'ultima sfida contro la Dark Palo Gang sarà decisiva per difendere il secondo posto.

DARK PALO GANG
 1        -        Baran Alessio
2        -        Buccoliere Riccardo
2        -        Callegaro Giovanni
 
LUPI 
    2        -        Bettio Luca
    2        -        Maniero Luca
    3        -        Pittaro Francesco
    1        -        Pittaro Giulio
    1        -        Autopalo
 

Certe partite raccontano molto più del risultato finale. E quella che ha aperto la domenica del TdP 2026 ne è stata un perfetto esempio.

Da una parte la Dark Palo Gang, giovanissima erede dei Rumapali, dall'altra i Lupi, altra formazione al debutto assoluto nel Torneo di Palo ma composta da giocatori con qualche anno in più sulle spalle e, soprattutto, una maggiore esperienza di campo maturata altrove. Non del gioco del palo, sia chiaro. Quello lo stanno imparando tutti. Ma di come si gestiscono i momenti di una partita, sì.

E infatti la gara prende subito una direzione precisa. I Lupi partono forte, anzi fortissimo. Maniero apre le danze dopo appena un minuto, poi arrivano Giulio Pittaro, Francesco Pittaro e Bettio a costruire un vantaggio che cresce quasi senza che la Dark Palo Gang riesca a trovare contromisure. Quando Francesco Pittaro e Maniero completano la propria doppietta, la partita sembra già indirizzata.

I ragazzi della Dark Palo Gang però hanno un merito enorme: non smettono mai di giocare.

Baran interrompe il monologo dei Lupi nel finale del primo tempo e, nella ripresa, Callegaro e Buccoliere provano a riaprire la contesa. Per qualche minuto si intravede persino la possibilità di una rimonta, ma ogni tentativo viene respinto da una squadra che, pur debuttante, dimostra una maturità sorprendente. I Lupi controllano, colpiscono nei momenti giusti e trovano altri pali con Francesco Pittaro e Bettio a chiudere definitivamente i conti sul 9-5.

A fine gara, però, il dettaglio più bello arriva lontano dalla piastra. I ragazzi della Dark Palo Gang, ormai consapevoli che la qualificazione è diventata una montagna da scalare, non parlano di classifiche né di differenza pali. Chiedono invece una cosa sola: se la finale del 26 luglio verrà trasmessa in diretta, perché quel giorno saranno in vacanza e non vogliono perdersela. Questo è lo spirito del Palo!!!!

In classifica i Lupi salgono a quota 3 e si rilanciano completamente nella corsa agli ottavi. La Dark Palo Gang resta ferma a zero punti e nell'ultima giornata contro il Racing Stanza Grande sarà obbligata a vincere, sperando poi che gli incastri del girone dicano bene per un miracoloso secondo posto.

LUNGODEGENTI
3        -        Ruzza Alessandro
1        -        Tridello Tommaso
 
POETI 
1        -        Clara Alexander
1        -        Morandin Elia
 

Quando l'orologio si avvicina alle dieci di sera, il TdGIN è ormai entrato nella sua fase più pericolosa: quella in cui qualcuno sorseggia il terzo gin tonic, Ruggi DJ continua imperterrito a dispensare musica e il Bar H iperoperativo.

In questo scenario va in scena l'ultima gara della serata, una partita che per i Lungodegenti può già significare qualificazione anticipata e che per i Poeti rappresenta invece una delle ultime chiamate per restare agganciati al treno della seconda fase.

I Poeti partono meglio. Alexander Clara, uno che al TdP ha già lasciato parecchie firme negli anni, trova subito il palo che vale l'1-0 e sembra voler cambiare il copione rispetto all'esordio contro la Mala. I ragazzi in maglia poetica giocano con coraggio, trovano anche il 2-1 con Morandin e per lunghi tratti sembrano in grado di ripetere quanto accaduto qualche settimana fa nell'amichevole estiva disputata proprio contro i Lungodegenti, quando ad uscire vincitori erano stati loro.

Il problema, però, è che ai Lungodegenti basta un attimo per ricordarsi chi sono.

Pur privi di Don Pierclaudio Rozzarin,  gli ex Toffes si affidano all'esperienza e soprattutto ad Alessandro Ruzza. Quando il risultato si fa delicato e la paura di complicarsi la serata inizia a serpeggiare tra i biancoblù, Ale prende in mano la situazione e infila una tripletta nel giro di nove minuti che ribalta completamente la gara. In mezzo arriva anche il sigillo di Tridello e il primo tempo si chiude sul 4-2.

Nella ripresa il tabellone non si muove più. Non per mancanza di volontà, ma perché la partita cambia pelle. Spariscono le giocate pulite, aumentano i contrasti, i palloni vaganti e le discussioni tipiche di una gara che pesa già parecchio in classifica. I Lungodegenti amministrano, i Poeti provano a riaprirla senza trovare il guizzo giusto e Fiorentin accompagna tutti verso il fischio finale senza dover aggiornare ulteriormente il referto dei pali.

Con questa vittoria salgono a 6 punti, restano a punteggio pieno e mettono più di un piede nella fase a eliminazione diretta. Nell'ultima giornata contro la Mala Del Force ci sarà in palio probabilmente il primo posto del girone.

Per i Poeti, invece, la situazione si complica ma non diventa impossibile. Servirà battere i Goderecci e farlo possibilmente con un buon margine. Le speranze sono ancora vive. Del resto, chi si chiama Poeti dovrebbe sapere meglio di tutti che le storie più belle si scrivono spesso quando sembrano ormai finite.

La partita più attesa del Girone B, quella che sulla carta avrebbe dovuto mettere di fronte due delle squadre più titolate e rispettate dell'intera manifestazione, si è conclusa ancora prima di iniziare.

Nel tardo pomeriggio arriva la comunicazione dei Bafana Bafana. Dopo aver già affrontato l'esordio in formazione largamente rimaneggiata, la squadra di capitan Savioli si ritrova con numeri ancora più ridotti e non riesce nemmeno a raggiungere il minimo per potersela giocare. La decisione è inevitabile: forfait.

Da regolamento il risultato viene omologato sul 6-0 per i Subo e ai Bafana viene inoltre inflitto un punto di penalizzazione in classifica.

Sul campo, però, qualcuno si presenta comunque. I Subo arrivano infatti con tutti e nove gli effettivi a disposizione, probabilmente pronti ad affrontare una delle sfide più affascinanti della prima fase. Trovandosi improvvisamente senza avversari, decidono allora di fare ciò che ogni gruppo di amici farebbe in una serata di luglio: dividersi in due squadre e giocare una partitella in famiglia.

Le cronache ufficiali non riportano il risultato. Alcuni sostengono che abbia vinto la squadra di Mbida. Altri giurano che Cecconi abbia segnato pali a ripetizione. Qualcuno dice addirittura che abbiano perso tutti. La verità probabilmente resterà uno dei grandi misteri dell'estate palistica 2026.

In classifica cambia invece parecchio. I Subo salgono a 6 punti, portano a +9 la differenza pali e diventano la prima squadra del Girone B a staccare matematicamente il pass per la fase a eliminazione diretta. Nell'ultima giornata contro i Gio Carioca basterà gestire il vantaggio per blindare il primo posto.

Per i Bafana Bafana, invece, la situazione si complica improvvisamente. Dal primo posto si ritrovano terzi con 2 punti, una penalizzazione sul groppone e una sfida contro i Ratti Pauli che vale una stagione.

RATTI PAULI   
2        -        Pace Ray
2        -        Pastore Nicolò
1        -        Pipitone Giuseppe
1        -        Zaccheo Giacomo
 
GIO CARIOCA  
1        -        Benzara Otman
2        -        Bertotti Federico
1        -        Capuzzo Alessandro
2        -        Carrossa Diego
3        -        Conte Sebastiano
1        -        Peruzzo Gianluca

 

La serata TdGIN parte e Ratti Pauli e Gio Carioca si ritrovano ad aprire la serata, mentre dal Bar H iniziano già a circolare gin tonic e dalle casse di Ruggi DJ arrivano le prime note della colonna sonora della serata.

Sul campo, però, c'è poco spazio per le distrazioni. Per entrambe è già una partita pesantissima. I Ratti arrivano dalla sconfitta contro i Subo, i Gio Carioca dal pesante 9-1 incassato all'esordio contro i Bafana. Chi perde rischia di vedere allontanarsi parecchio la qualificazione.

L'inizio sembra sorridere ai Ratti Pauli. Il tabellino assegna il vantaggio a Pipitone, ma la realtà racconta di un autopalo che regala l'1-0 agli amaranto e illude per qualche minuto i sostenitori ratto-paulesi. Da quel momento, però, la partita cambia completamente padrone.

I Gio Carioca iniziano a giocare con una precisione quasi irritante. Capuzzo apre le danze, Peruzzo mette la sua firma, Bertotti e Conte salgono in cattedra e ogni offensiva sembra destinata a trasformarsi in palo. Non è tanto una questione di possesso o di occasioni create: è la percentuale realizzativa a impressionare. I Carioca tirano e segnano, con una continuità che raramente si vede nelle prime giornate del TdP.

I Ratti, al contrario, producono gioco, costruiscono azioni e arrivano spesso nei pressi del bersaglio, ma vedono sfumare una quantità enorme di tentativi. Pastore, Pace e compagni continuano a macinare metri e occasioni, ma la concretezza resta tutta dall'altra parte della piastra.

Nemmeno la ripresa cambia davvero l'inerzia dell'incontro. Ogni volta che i Ratti provano ad accorciare, i Gio Carioca rispondono immediatamente. Carrossa entra definitivamente nel tabellino, Bertotti concede il bis, Conte completa la propria tripletta personale e il punteggio continua a mantenere una distanza di sicurezza.

Finisce 10-6, un risultato che premia la straordinaria efficacia offensiva dei Gio Carioca. Dopo il pesante scivolone dell'esordio, la squadra ritrova improvvisamente il volto che l'aveva resa una delle realtà più rispettate del TdP moderno.

La classifica adesso sorride ai brasiliani di Padova: 3 punti e sfida ai Subo all'ultima giornata con qualificazione ancora tutta da conquistare. I Ratti Pauli, invece, restano fermi a quota zero e dovranno giocarsi tutto contro i Bafana Bafana. Servirà vincere e sperare. Ma chi frequenta il Torneo di Palo da abbastanza tempo sa che i Ratti sono una squadra che raramente smette di mordere prima del fischio finale dell'ultima partita.

PAL-TOH
1        -        Kreko Egi
1        -        Selmin Mattia
1 - Paluello Nicola
 
A TUTTO PALO  
1        -        Badain Diego
3       -        Basile Pasqualino
1        -        Brayan Perez 

 

Se la partita precedente aveva premiato la tradizione assoluta, l'ultima gara della serata ha deciso invece di rendere omaggio a una delle grandi specialità del Torneo di Palo: le squadre nate quasi per caso che finiscono per combinare qualcosa di serio.

A Tutto Palo, infatti, è una creatura freschissima, nata dall'intesa dell'ultimo momento tra due autentici veterani della manifestazione: Sandro Mocellin ed Enrico Fiorentin. Il primo si è persino rimesso in lista giocatori, il secondo ha preferito dedicarsi ai molteplici incarichi che ormai ricopre al TdP, dividendosi tra allenatore, arbitro, cuoco e probabilmente altre mansioni che emergeranno nei prossimi giorni.

Espressione assoluta della tradizione invece i Pal-Toh. Del resto quando presenti gente come Kreko, Paluello, Spinello e Schiavon, l'esperienza non è certo un problema e il pronostico è di diritto tutto dalla tua. E infatti l'avvio sembra confermarlo. Selmin colpisce subito dopo pochi minuti e Kreko aggiunge il secondo palo che fa immaginare una serata tranquilla per i favoriti.

Ma il TdP non legge i pronostici. Dal cilindro degli A Tutto Palo sbuca infatti Pasqualino "Lino" Basile, uno dei volti nuovi della compagnia, che decide di presentarsi al torneo con una tripletta da ricordare. Nel giro di pochi minuti ribalta completamente l'inerzia della gara e trascina i suoi verso un inatteso vantaggio. Quando poi anche Diego Badain mette la firma sul tabellino, il primo tempo si chiude sul 4-2 per gli outsider.

Nella ripresa i Pal-Toh aumentano la pressione. Attaccano, insistono e provano a sfruttare il loro enorme bagaglio di esperienza, ma spesso finiscono per forzare le giocate. Nel frattempo un'altra novità della serata, Brayan Perez, trova il palo che vale il 5-2 e che indirizza definitivamente l'incontro. Paluello accorcia nel finale e restituisce un po' di suspense agli ultimi minuti, ma la rimonta non arriva.

Finisce 5-3 per A Tutto Palo, autentica sorpresa della serata.

E mentre in campo si combatteva, sulla fascia si consumava probabilmente la scena più palistica dell'intera giornata: l'arbitro, impegnato nella sua terza gara consecutiva, cercava di sopravvivere addentando un panino tra un'azione e l'altra. A un certo punto il prezioso sostentamento gli è persino scivolato di mano durante il gioco. Nessuna conseguenza disciplinare, fortunatamente. Per il panino non è dato sapere.

Tre punti pesantissimi per A Tutto Palo e primo scossone del Girone A. Perché al TdP, come ogni estate, i nomi contano. Ma fino a un certo punto.

SCAINARI
2        -        Demiraj Erald
3        -        Galeazzo Andrea
1        -        Zaka Ervis
1        -         Calore Omar
 
COLPITI DA MCKINLEY 
1        -        Conte Federico
2        -        Fanelli Alessio
2        -        Gusso Davide


Certe partite iniziano già al momento della consegna delle distinte. E quella tra Scainari e Colpiti Da McKinley era una di queste.

Da una parte i Colpiti, squadra costruita per fare strada, con gambe fresche, età media decisamente più bassa e parecchi osservatori pronti a indicarli come una delle possibili mine vaganti del Girone A. Dall'altra gli Scainari, che quando vedono arrivare avversari giovani e pimpanti tendono sempre a farsi la stessa domanda: "Sono qui per giocare o per accompagnarci gentilmente verso la pensione sportiva?"

La risposta è arrivata dal campo. I Colpiti partono bene e Conte rompe subito l'equilibrio, confermando che i pronostici favorevoli non erano campati per aria. Gli Scainari però hanno un difetto che si portano dietro da oltre trent'anni: quando sembrano sul punto di cedere, spesso decidono di fare esattamente il contrario.

E così sale in cattedra Andrea Galeazzo. Tra il 14° e il 18° minuto il Galeone Nazionale confeziona una tripletta nel giro di quattro minuti che manda in tilt avversari, spettatori e probabilmente anche gli addetti alle statistiche. Tre pali in una manciata di secondi, una raffica che ribalta completamente l'inerzia della gara e che meriterebbe una verifica negli archivi per capire se qualcuno abbia mai fatto meglio in un intervallo così breve.

Non contenti, gli Scainari trovano anche il contributo di Demiraj, mentre nella ripresa entrano nel tabellino pure due monumenti della compagnia: Omar Calore ed Ervis Zaka. Due firme che, per chi frequenta il TdP da qualche anno, hanno il sapore delle vecchie copertine.

I Colpiti non mollano mai. Fanelli e Gusso tengono aperta la partita fino agli ultimi minuti e dimostrano che il potenziale della squadra è assolutamente reale. Ma questa sera non basta.

Finisce 7-5 per gli Scainari, che si prendono i primi tre punti del girone e mandano un messaggio a tutto il torneo: l'anagrafe può raccontare tante cose, ma non sempre racconta quella decisiva.

A fine partita il Bar H fotografa perfettamente la situazione. I Colpiti sorseggiano birra con l'aria di chi sta ancora cercando di capire come abbia fatto Galeazzo a trasformarsi improvvisamente in una macchina da pali. Gli Scainari, invece, bevono per festeggiare. Del resto al Torneo di Palo la birra serve a tutto: per dimenticare le sconfitte e per ricordare le vittorie.

DRAGURI 
1        -        Cappelletto Paolo
1        -        Parzani Filippo
1        -        Rizzo Marcello

 
POLE POLE
1        -        Prosdocimi Luca
1        -        Volpato Nicolò
 

Se qualcuno avesse avuto dubbi su chi fosse la squadra più organizzata della serata, gli sarebbero bastati cinque minuti nel parcheggio del patronato per scioglierli. I Draguri si presentano compatti, tutti con la stessa maglia fresca di stampa, stemma ben in vista, riscaldamento da manuale e persino un ritiro prepartita degno di una finale mondiale Under 17. Venti minuti di esercizi, scatti, richiami tattici e urla motivazionali che si sentivano fino al Bar H.

Dall'altra parte i Pole Pole interpretano invece il prepartita secondo la più classica tradizione palistica: arrivi scaglionati, qualche assenza dell'ultimo minuto, due battute, una stretta di mano, quelache calcio al pallone (che va pure a finire nel giardino del vicino) e via a giocare. Una differenza di approccio che aveva fatto sorridere anche alcuni protagonisti della partita successiva: «Se facessimo quel riscaldamento noi, alle nove saremmo già da fisioterapia».

Eppure il TdP è bello proprio perché spesso mette in discussione le certezze.

La gara infatti è subito vera, combattuta e spigolosa. I Pole Pole sfruttano il maggiore mestiere, i Draguri rispondono con entusiasmo e corsa. Prosdocimi apre le danze, Rizzo replica, Volpato riporta avanti i suoi e Parzani ristabilisce immediatamente l'equilibrio. Al termine del primo tempo il tabellone recita 2-2 e nessuno può dire di meritare più dell'altro.

La ripresa si trasforma invece in una lunga battaglia di nervi. I pali spariscono, le occasioni si fanno più rare e la tensione cresce. L'arbitro è costretto a estrarre ben tre cartellini gialli per tenere sotto controllo una partita che, pur senza mai degenerare, si gioca con l'intensità delle grandi occasioni.

Si arriva così all'Extra Time, quella terra di nessuno che al TdP separa gli eroi dagli sconfitti. E basta appena un minuto perché il sogno dei Draguri diventi realtà: Paolo Cappelletto firma il palo che vale la vittoria e fa esplodere la gioia della matricola del torneo.

Due punti ai Draguri, uno ai Pole Pole. Ma soprattutto una prima indicazione per il Girone F: questi ragazzi arrivati in punta di piedi potrebbero avere molto più da dire di quanto racconti la loro assenza dagli almanacchi del TdP.

BAFANA BAFANA
 2        -        Aboulwafi Marouane
3        -        Bazzolo Francesco
2        -        Cacco Giovanni
1        -        Mazzucato Roberto
1        -        Rizzo Davide

GIO CARIOCA
1        -        Carrossa Diego
 

Se la sfida tra Lupi e Racing aveva il fascino della novità, quella tra Bafana Bafana e Gio Carioca profuma invece di album dei ricordi. In campo c'erano giocatori che il Torneo di Palo lo frequentano da anni, qualcuno addirittura da prima della nascita di alcuni dei giovani spettatori in tribuna. 

Alla vigilia i favori del pronostico pendevano dalla parte dei Bafana, ma la situazione non era delle più semplici. La squadra si presenta infatti con gli uomini contati, appena cinque elementi a referto e una formazione inevitabilmente rimaneggiata a causa di ferie, impegni e quelle misteriose attività estive che ogni anno svuotano inspiegabilmente le rose.

Dall'altra parte i Gio Carioca arrivano invece con l'organico al completo e con la voglia di tornare protagonisti dopo alcune edizioni meno fortunate rispetto ai gloriosi anni passati. E quando tra i presenti figurano nomi come Carrossa, Bertotti, De Lorenzis e Peruzzo, la storia non manca mai di fare capolino.

La partita è viva per lunghi tratti, combattuta a dispetto del punteggio finale. I Bafana fanno leva sulla loro identità costruita negli anni, quella che li ha portati fino a una finale nel 2021 e al titolo nel 2023. Rizzo guida i compagni con l'esperienza di chi frequenta il TdP da quasi vent'anni, mentre Bazzolo, Cacco e Mazzucato tengono alto il ritmo nonostante la panchina desolatamente vuota.

Alla fine, però, la differenza la fa la capacità dei Bafana di distribuire i pali tra più protagonisti. Bazzolo si prende la scena con una doppietta, imitato da Cacco e da Aboulwafi, mentre Mazzucato e Rizzo aggiungono il loro timbro personale. Per i Gio Carioca l'unica risposta porta la firma del solito Diego Carrossa, uno che nella storia del torneo ha già lasciato parecchie tracce e che conferma ancora una volta il proprio fiuto per il palo.

Finisce 9-1 per i Bafana Bafana, che iniziano il TdP 2026 con il piede giusto nonostante le assenze e mandano un messaggio chiaro al resto del girone: per batterli servirà molto più di una serata storta.

I Gio Carioca escono sconfitti, ma con l'esperienza per sapere che al Torneo di Palo una partita racconta poco. Il girone è appena iniziato e di storie da scrivere ce ne sono ancora parecchie.

Anonimo
30.06.26

Subo - Ratti Pauli = 6 - 3

SUBO
 3        -        Cecconi Mattia
1        -        Mazzucato Riccardo
2        -        Mbida Jean
 
RATTI PAULI
1        -        Cestaro Giorgio
1        -        Faccin Tommaso
1        -        Pipitone Giuseppe

 

C'erano anni in cui una sfida tra Subo e Ratti Pauli avrebbe svuotato il quartiere e riempito ogni centimetro disponibile attorno alla piastra. Finali, semifinali, trofei, rivalità, generazioni di giocatori e centinaia di pali segnati: un pezzo importante della storia del Torneo di Palo passava inevitabilmente da qui.

Stavolta il pubblico è numeroso ma non oceanico come sarebbe stato 2/3  anni fa. È il segno del tempo che passa, delle nuove squadre che avanzano e di un ricambio generazionale che sta lentamente riscrivendo le gerarchie affettive del TdP. Ma basta guardare i nomi in distinta per capire che il peso specifico della partita resta enorme.

Da una parte i Ratti Pauli, custodi di una tradizione fatta di finali sfiorate e battaglie memorabili. Dall'altra i Subo, autentica istituzione del torneo, capaci di attraversare vent'anni di storia cambiando nomi, maglie e compagni di squadra senza mai perdere la propria identità.

L'avvio sorride ai Ratti, che riescono a mettere il naso avanti e a ricordare a tutti perché questa squadra continui ad essere una delle più rispettate della manifestazione. Sono Cestaro, Faccin e Pipitone a trovare il palo e alimentano le speranze amaranto.

Poi, però, la partita cambia gradualmente padrone. I Subo aumentano i giri del motore e iniziano a fare quello che sanno fare meglio: muovere il pallone, occupare gli spazi e colpire nei momenti decisivi. A guidare la rimonta è ancora una volta Mattia Cecconi, che conferma il livello mostrato nelle ultime edizioni e si prende la scena con tre pali e una prestazione di assoluto spessore. Al suo fianco lavorano i veterani: Mbida aggiunge due firme al tabellino, Mazzucato mette la sua esperienza al servizio della squadra.

Dalla "tribuna tecnica" arrivano anche i consigli di Papo Masiero, che vive la gara quasi come un viceallenatore aggiunto, dispensando indicazioni e suggerimenti a ogni possesso.

Finisce 6-3 per i Subo, che iniziano il TdP 2026 con una vittoria di prestigio contro un avversario che certamente venderà cara la pelle nelle prossime uscite.

Per i Ratti Pauli è una sconfitta che non cancella il valore della rosa. Per i Subo, invece, arriva una conferma importante: quando esperienza, qualità e affiatamento si accendono contemporaneamente, restano una delle squadre che nessuno vuole incontrare troppo presto.

LUPI
 2        -        Pittaro Giulio
2        -        Randazzo Riccardo

RACING STANZA GRANDE
1        -        El Hamdi Mohammed
1        -        Malaspina Raffaele
3        -        Martin Mattia
1        -        Mazzuccato Gianluca
 
 

C'è chi arriva al Torneo di Palo con vent'anni di storie da raccontare e chi, invece, arriva con la voglia di scriverne una da zero. Lupi e Racing Stanza Grande appartengono decisamente alla seconda categoria. Debuttanti, curiosi, pieni di entusiasmo e ancora alle prese con quel regolamento che per i veterani è una religione e per i nuovi arrivati sembra un incrocio tra un codice civile e una caccia al tesoro.

Già nei minuti precedenti al fischio d'inizio il direttore di gara viene tempestato di domande: "Ma qui è fallo?", "Da dove si batte?", "Quanti falli di squadra abbiamo?". "Posso palleggiare fuori campo senza che tu fischi la palla fuori" ......

Il Racing, però, dimostra subito di aver capito almeno una regola fondamentale: per fare palo bisogna tirare. E infatti Mattia Martin, veterano della compagnia in mezzo a tanti esordienti, lascia immediatamente il segno trovando il primo palo praticamente alla prima azione utile. Un biglietto da visita niente male per una squadra che si affaccia per la prima volta sulla piastra di Sant'Osvaldo.

I Lupi non si scompongono. Anzi. Con il passare dei minuti prendono confidenza con il campo e con quel palo nero con profili rossi che fino a pochi giorni prima avevano visto soltanto nelle foto. Randazzo Riccardo e Pittaro Giulio tengono la gara apertissima con due pali a testa, dimostrando che sotto la maglia degli esordienti batte un cuore decisamente competitivo.

Dall'altra parte, però, il Racing trova risposte da più protagonisti. Oltre alla tripletta del solito Martin, arrivano infatti i contributi di El Hamdi, Malaspina e Mazzuccato, sufficienti per costruire quel margine che alla fine farà la differenza.

Nel finale la temperatura sale più del previsto. Qualche parola di troppo, un paio di scintille e un'espulsione tra le fila dei Lupi interrompono momentaneamente una gara che fino a quel momento aveva raccontato soprattutto entusiasmo e voglia di imparare.

Finisce 6-4 per il Racing Stanza Grande, che bagna l'esordio con una vittoria preziosa. Ma il risultato conta fino a un certo punto. Perché sia Racing che Lupi hanno dimostrato di meritarsi il TdP. I primi per la qualità messa in campo, i secondi per lo spirito con cui hanno affrontato una disciplina tutta da scoprire.

E da queste parti, spesso, le storie migliori iniziano proprio così. 

MALA DEL FORCE 
1        -        Faggin Alex
2        -        Parpajola Marco
1        -        Zulian Giovanni
 
POETI
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La serata inaugurale del TdP 2026 si chiude con un'altra sfida che trasuda palo da tutti i pori. Da una parte i Mala Del Force, campioni in carica e chiamati a render onore al titolo conquistato un anno fa. Dall'altra i Poeti, formazione ormai stabilmente presente nel panorama del torneo, capace negli anni di alternare versi memorabili a rime decisamente più complicate.

Il risultato finale racconta un 4-0 netto. Fin troppo netto.

Fin dai primi minuti la Mala mette in mostra il proprio repertorio. Non servono proclami quando puoi presentarti con gente come Zulian e Parpajola, due che ormai frequentano il palo con la naturalezza con cui Gigi frequenta il BarH. È proprio Zulian ad aprire le danze dopo pochi minuti, mentre Parpajola aggiunge il suo nome al tabellino poco più tardi, confermando quanto di buono fatto vedere nelle passate edizioni.

I Poeti però non stanno certo a guardare. Dopo un avvio contratto iniziano a prendere fiducia, costruiscono gioco, trovano spazi e soprattutto provano con continuità a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. Il problema è che il palo sembra essersi dichiarato in ferie proprio nel momento sbagliato. Conclusioni, deviazioni, tentativi dalla distanza: tutto passa vicino, talvolta vicinissimo, ma mai abbastanza.

Nel frattempo la Mala continua a fare la Mala. Alex Faggin (da tabellino del direttore di gara) trova il terzo sigillo della serata e il primo tempo si chiude con un margine importante, reso ancora più pesante dall'episodio sfortunato che finisce per premiare ulteriormente i campioni in carica.

Nella ripresa il copione non cambia troppo. I Poeti continuano a cercare con ostinazione il palo che potrebbe riaprire la partita, ma la serata sembra stregata. La Mala gestisce, controlla e quando serve affonda ancora con Parpajola, che firma il definitivo 4-0.

Un risultato severo per i Poeti, forse persino eccessivo rispetto a quanto visto in campo. La sensazione è che questa squadra abbia mostrato molto più di quanto racconti il tabellino e che, con un pizzico di fortuna in più, possa togliersi soddisfazioni già nelle prossime uscite.

Per la Mala, invece, arrivano i primi tre punti e soprattutto la conferma di ciò che tutti sospettavano: chi vuole riportare a casa la coppa dovrà ancora una volta passare da loro. E non sarà affatto semplice.

TU QUOQUE
1        -        Compagnin Luca
1        -        Greggio Alessandro
2        -        Pasianotto Giulio
1        -        Toffanin Davide
3        -        Valente Nicolò
 
DARK PALO GANG
1        -        Baran Alessio
1        -        Porzionato Nicolò


Il bello del Torneo di Palo è che ogni anno ricomincia uguale e diverso allo stesso tempo. Stesso campo, stesso palo, stesso Bar H e stessa voglia di ritrovarsi. Cambiano le squadre, cambiano le maglie, cambiano le storie da raccontare. Alle 18.40 di una domenica di fine giugno, però, una cosa non cambia mai: l'emozione della prima partita.

Per inaugurare ufficialmente la 32ª edizione del TdP, sugli spalti c'è già il pubblico delle grandi occasioni. Famiglie, curiosi, veterani del torneo, bambini che inseguono palloni e qualche volto che da trent'anni non manca mai all'appuntamento. L'estate di Sant'Osvaldo può finalmente cominciare.

Ad aprire le danze sono Tu Quoque e Dark Palo Gang. I primi sono ormai una realtà consolidata del torneo, una squadra che negli ultimi anni si è ritagliata un posto tra le protagoniste abituali. I secondi raccolgono l'eredità dei Rumapali e continuano un percorso fatto di entusiasmo, gioventù e voglia di crescere.

Nei Tu Quoque manca però una figura simbolica come il capitano Enrico Collautti, uomo di esperienza e riferimento storico del gruppo. Un'assenza che sulla carta potrebbe pesare, ma che i compagni riescono a mascherare con una prestazione solida e concreta.

Dopo una fase iniziale di studio è Nicolò Valente a rompere gli indugi. Il numero dei Tu Quoque apre le marcature e poco dopo lascia spazio al talento di Giulio Pasianotto, che conferma di avere un ottimo rapporto con il palo. Prima dell'intervallo arrivano anche le firme di Valente e Luca Compagnin, e il punteggio comincia già a prendere una direzione precisa.

La Dark Palo Gang, però, non rinuncia mai a giocare. Alessio Baran, uno dei volti più riconoscibili della squadra, trova il meritato palo personale, mentre Nicolò Porzionato dimostra di avere qualità interessanti su cui costruire il futuro del gruppo.

Nel secondo tempo i Tu Quoque continuano a macinare gioco. Alessandro Greggio entra subito nel tabellino, Pasianotto firma la doppietta personale, Valente completa una prestazione da leader offensivo e il sempre affidabile Davide Toffanin mette il sigillo finale.

Finisce 8-2, ma la notizia più importante per i Tu Quoque va oltre il risultato: la sensazione è quella di una squadra che ha mantenuto intatta la propria identità nonostante qualche assenza importante. Per la Dark Palo Gang arriva invece una sconfitta che non cancella le buone indicazioni emerse. Il TdP insegna da sempre che le squadre giovani raramente nascono già complete: crescono partita dopo partita, estate dopo estate.

E mentre il pubblico si sposta verso il Bar H in attesa della gara successiva, la 32ª edizione del Torneo di Palo può finalmente dire di essere cominciata davvero.

GODERECCI DI TOSA
2        -        Rainis Cesare
 
LUNGODEGENTI
1        -        Faggin Davide
2        -        Munari Nicola
3        -        Tridello Tommaso

Se la gara inaugurale aveva riportato nell'aria il profumo del TdP, la seconda partita della serata ci porta immediatamente nel vivo della manifestazione, mettendo di fronte due squadre con obiettivi, aspettative e motivazioni tutt'altro che banali.

I Lungodegenti, eredi della gloriosa tradizione delle “caramelle”, si presentano guidati dalla panchina da Michelino. Se il TdP assegnasse punti per referti medici, probabilmente il girone sarebbe già chiuso. C'è chi convive con un ginocchio malandato, chi con una caviglia da revisionare, chi con un polso da restaurare e chi segue la gara da spettatore forzato. Un insieme di acciacchi che farebbe sembrare il reparto traumatologia di Padova una squadra di palo. Eppure, appena l'arbitro fischia l'inizio, i Lungodegenti smettono i panni dei pazienti e tornano quelli che sono sempre stati: gente che il palo sa ancora dove trovarlo.

La partita prende subito una direzione favorevole ai Lungodegenti. Nicola Munari apre le marcature e poco dopo sale in cattedra Tommaso Tridello, uno che con il palo ha un rapporto consolidato da parecchie estati. I Goderecci però non stanno a guardare e trovano la reazione con Cesare Rainis, autore del primo palo stagionale della sua squadra.

Per buona parte della gara i ragazzi di Tosa restano aggrappati all'incontro con orgoglio e determinazione. Il problema è che dall'altra parte c'è una squadra che sembra aver conservato nel cassetto anni di esperienza accumulata sui campi del TdP. Tridello continua a colpire con regolarità quasi burocratica, Munari torna sul tabellino e nel finale si aggiunge anche Davide Faggin, che contribuisce ad allargare il divario.

Tra un palo e l'altro arriva anche uno dei momenti più apprezzati della serata: il ritorno in campo di Pierclaudio Rozzarin. Per molti semplicemente "Don Pier", una delle figure più riconoscibili e amate della storia recente del torneo. Ogni sua presenza sul campo ha qualcosa di speciale: non importa quanti minuti giochi o quanti pali realizzi, perché rappresenta un pezzo di memoria collettiva del TdP.

Il 6-2 finale premia una squadra che parte subito con il piede giusto. I Lungodegenti confermano di avere esperienza, qualità e quella calma da veterani che spesso fa la differenza nei momenti importanti. I Goderecci escono sconfitti, ma con la consapevolezza che il torneo è appena iniziato e che il loro spirito non è mai mancato.

 

MALA DEL FORCE
1        -        Breveglieri Luca
6        -        Parpajola Marco
1        -        Zulian Giovanni

SUBO
2        -        Cecconi Mattia
1        -        Mazzucato Riccardo
2        -        Mbida Jean
1        -        Musumeci Marco

E alla fine, la coppa se la prende la Mala. Anzi, se la prende Parpajola, che firma la finale della 31ª edizione del Torneo di Palo come fosse l’autore unico di un romanzo d’azione: sei pali, presenza dominante, e una serata da standing ovation. E dire che solo tre settimane fa questa squadra sembrava pronta a prenotare un tavolo alla sagra più vicina: due sconfitte nelle prime due gare, e accesso agli ottavi solo grazie alla classifica delle "migliori terze". Ma il bello del TdP è proprio questo: le storie più belle nascono nei posti più improbabili. In fondo, quando 35 anni fa un gruppo di ragazzini si divertiva a tirare pallonate contro un palo di cemento che reggeva un canestro, chi avrebbe mai immaginato che quel gioco sarebbe diventato il torneo più longevo di Padova?

Torniamo all’oggi. Di fronte alla Mala ci sono i Subo, perfetti fino a quel momento, capaci di eliminare chiunque con talento, organizzazione e un Cecconi da MVP automatico. Ma non basta. Non oggi. Non contro una Mala così lucida, cinica e determinata, da sembrare appena uscita da una full immersion con Julio Velasco.

La partita è viva, intensa, combattuta punto a punto, ma la Mala non perde mai la bussola. I Subo accorciano, reagiscono, provano la rimonta con Mbida e Musumeci, ma ogni volta la Mala risponde colpo su colpo. E quando Breveglieri e il solito Parpa inchiodano settimo e ottavo palo, si capisce che il destino ha già scelto la sua strada. Fischio finale, applausi, abbracci: fair play da annali. La foto simbolo è tutta lì: Parpa che alza la coppa, Zulian che sorride, e Bordin che (con buona pace di Sartori) cerca di convincere tutti che anche col bernoccolo resta un sex symbol.

I Subo escono a testa alta: un altro grande torneo, un gruppo solido, affiatato, e una fame che non si placa nemmeno con gli anni. Ma la Mala, oggi, è leggenda. Due titoli in quattro anni, e la consapevolezza che l’età è solo un numero. Nel 2026 ci saranno ancora. Magari con più cerotti e cavigliere, ma con lo stesso spirito, la stessa fame. E adesso? Tutti a fare aperitivo. .. per il resto dell'estate.

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Tabellini con formazioni, marcatori e un breve commento per ogni partita del torneo

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