Quando si dice che il prepartita può essere ingannevole. Nei minuti che precedono la gara decisiva del Girone A, infatti, dalle parti dei Colpiti da McKinley sembrava quasi di assistere a una riunione condominiale dedicata alle cose che sarebbero andate storte. Chiumento e Bobo dispensavano pessimismo con generosità, mentre il povero Fungenzi veniva preso di mira con quella dose di affettuosa cattiveria che solo le squadre che si frequentano da anni riescono a riservarsi. Alla fine, però, come spesso accade al TdP, quelli che si lamentano di più sono anche quelli che poi trovano il modo di vincere.
La partita è equilibrata soltanto nei primi minuti. I Colpiti prendono progressivamente il controllo e trovano il vantaggio con Davide Gusso, uno che nel corso della sua lunga carriera palistica ha cambiato molte maglie ma non ha mai perso il vizio di colpire quando conta. Nel finale di tempo arrivano anche i pali di Roberto Baldo e di Edoardo Stivanello, che spingono il punteggio sullo 0-3 e fanno intravedere ai McKinley il traguardo degli ottavi.
Gli A Tutto Palo, però, non ci stanno. In apertura di ripresa Basile e Badain riportano immediatamente la gara in carreggiata ma proprio chi prima si stava esercitando nell'arte del disfattismo, trova due pali pesantissimi, Gusso ne aggiunge altri due e il punteggio torna rapidamente a sorridere ai Colpiti.
Gli A Tutto Palo continuano comunque a lottare. Basile completa la sua personale tripletta e dimostra ancora una volta il proprio valore, mentre Badain conferma che il talento accumulato in quasi trent'anni di TdP non evapora certo con il passare delle estati. Ma la coperta è corta. La squadra ha dovuto affrontare l'intero torneo senza poter contare stabilmente su diversi elementi della rosa e, alla lunga, l'età media elevata e le rotazioni limitate hanno presentato il conto.
Il 7-4 finale consegna ai Colpiti da McKinley il secondo posto del Girone A e l'accesso agli ottavi di finale, dove troveranno i Calli in una sfida che promette scintille. Gli A Tutto Palo salutano invece il TdP 2026 con tre punti e molti rimpianti, ma anche con la consapevolezza di aver tenuto viva fino all'ultimo una squadra costruita più sull'esperienza che sui numeri.
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