Quando alle 22 scendono in campo Bafana Bafana e Ratti Pauli, il Girone B ha ancora parecchie cose da dire. I Bafana arrivano da una settimana particolare: dopo l'ottimo esordio contro i Giò Carioca è arrivata la sconfitta a tavolino contro i Subo, con relativo punto di penalizzazione. Una mazzata che avrebbe complicato non poco la corsa qualificazione per chiunque… non per loro, evidentemente. I Ratti, invece, cercano disperatamente i primi punti di un torneo che fino a quel momento aveva regalato più sofferenze che soddisfazioni.
La serata parte però con un problema cromatico. Entrambe le squadre si presentano infatti con la divisa amaranto e l'arbitro è costretto a ricorrere al più antico e rispettato strumento decisionale della storia del TdP: il testa o croce. La sorte condanna i Ratti Pauli all'utilizzo delle storiche casacche del torneo. Casacche che, vale la pena ricordarlo, sono entrate in servizio nel lontano 2009 e che da allora hanno visto passare generazioni di palisti, arbitri, presidenti, fidanzate, ex fidanzate e persino qualche parroco.
A fine partita, però, la numero 6 e la numero 9 risultano irrimediabilmente danneggiate. Resta da capire se si sia trattato della naturale usura del tempo oppure se il nome "Ratti" sia stato interpretato in maniera un po' troppo letterale dagli stessi giocatori che, per sfogare il nervoso, si siano messi a rosicchiare le casacche. L'organizzazione fa sapere che valuterà una formale richiesta di risarcimento danni.
In campo, intanto, i Ratti Pauli riescono anche a illudere il proprio pubblico. All'11' Nicolò Pastore trova il palo dell'1-0 e sugli spalti si accende l'entusiasmo. Qualcuno inizia perfino a fare conti e classifiche. Sarà purtroppo l'unica vera gioia della loro serata.
Nella ripresa i Bafana cambiano passo. Prima Francesco Bazzolo pareggia i conti, poi Elia Antonello firma il sorpasso. Da quel momento la squadra di Savioli prende il controllo della gara mentre i Ratti, complice anche l'ora tarda, iniziano a perdere terreno.
La partita rimane comunque vivace. In campo e sugli spalti si registra una notevole voglia di dialogare con il direttore di gara, segno evidente di quanto fosse apprezzato dai presenti (c'è dell'ironia?). Nel mezzo va segnalato anche un bellissimo episodio di sportività: Antonio Bonato conferma spontaneamente un palo favorevole agli avversari, gesto che raccoglie l'approvazione generale del Patronato.
Nel finale arrivano anche i pali di Scarani e ancora di Bazzolo che fissano il risultato sul 4-1.
Per i Bafana sono tre punti pesantissimi che li rilanciano in piena corsa qualificazione. Per i Ratti Pauli, invece, si chiude un TdP avaro di soddisfazioni ma non di affetto. Perdere una squadra così dispiace sempre: il loro pubblico è tra i più calorosi e rumorosi del torneo e il loro merchandising meriterebbe quasi una categoria a parte. La celebre maglietta con il palo assediato dai roditori resta una delle creazioni più iconiche viste negli ultimi anni al Patronato. I risultati passano, certe opere d'arte restano.
Così come resta evidente la delusione del Ratto Pipitone che, a fine gara, vaga per oltre un'ora per il Patronato — prima in maglietta, poi senza, poi nuovamente in maglietta — pronunciando frasi prive di apparente significato, ma che gli esperti di fauna palistica interpretano unanimemente come una sincera dichiarazione d'amore verso questo gioco.
Ratti, arrivederci all'anno prossimo allora. Ma anche al Bacaro Tour di settembre. E non dimenticate di citofonare all'ex presidente quando passerete al Bar Bella Fortuna.
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