Anonimo
14.07.26

Cicloni - Deportivo Lo Stanzino = 4 - 3 gp

CICLONI    
1        -        Calore Alessandro
1        -        Illotti Paolo
1        -        Marinaro Pietro Gaetano
1        -        Minazzato Pietro

DEPORTIVO LO STANZINO    
3        -        Faccin Filippo


Ci sono strane partite che valgono una qualificazione per entrambe le squadre e che, alla fine, riescono nell'impresa di lasciare a casa tutti. Cicloni-Deportivo Lo Stanzino era esattamente una di quelle.

L'atmosfera del prepartita raccontava già tutto. Nessuna delle due squadre aveva voglia di sbagliare e il primo tempo ne è stata la naturale conseguenza. Pochi rischi, poche occasioni e tanta prudenza. Per lunghi minuti sembra prevalere la paura di perdere più che la voglia di vincere. Lo 0-0 con cui si va all'intervallo fotografa perfettamente una gara bloccata e nervosa.

La ripresa, invece, cambia completamente volto.

A rompere l'equilibrio è Filippo Faccin, uomo simbolo del Deportivo. Uno che in carriera ha disputato finali, semifinali e accumulato qualcosa come 88 pali al Torneo di Palo. Quando trova due volte il bersaglio nel giro di pochi minuti, lo Stanzino vede spalancarsi davanti la porta della qualificazione.

I Cicloni però sono fatti di una pasta particolare. Non hanno mai vinto il TdP, non hanno mai frequentato stabilmente le zone nobili del tabellone, ma da anni si presentano puntuali ogni estate con lo stesso entusiasmo. Alessandro Calore accorcia, Pietro Marinaro pareggia e Minazzato completa la rimonta. Nel giro di pochi minuti il Deportivo passa dall'euforia alla rincorsa.

Faccin riesce nuovamente a riportare il punteggio in equilibrio, ma l'episodio destinato a segnare la partita arriva poco dopo. Un fallo dello stesso Faccin genera qualche momento di tensione e da quel parapiglia emerge un doppio cartellino giallo. Una decisione che, col senno di poi, si rivelerà decisiva non solo per la gara ma per l'intero destino delle due squadre. Si arriva così al Golden Palo.

Per i Cicloni, però, il supplementare sembra avere il sapore della beffa. Quella sanzione disciplinare li condanna infatti all'eliminazione nei criteri di spareggio. In pratica, mentre si prepara il supplementare, i ragazzi sanno già che il proprio torneo è virtualmente finito.

A quel punto al Deportivo basterebbe superare una squadra ormai eliminata e con il morale sotto i tacchetti. Peccato che Paolo Illotti non sia minimamente d'accordo. Con il cronometro dei supplementari appena partito, il giovane ciclone lascia partire una conclusione dalla distanza che si infila dove serve. È il palo che decide la partita e, paradossalmente, elimina anche il Deportivo.

Sugli spalti, nel frattempo, si consumava un piccolo campionario di emozioni palistiche. Da una parte i Gio Carioca, che si ritrovano improvvisamente agli ottavi di finale. Una qualificazione che probabilmente, poche ore prima, nemmeno i più ottimisti avrebbero pronosticato.

Poco più in là, invece, il clima era decisamente diverso. La nutrita rappresentanza dirigenziale del Deportivo Lo Stanzino, impeccabile come sempre nel proprio abbigliamento da consulenza immobiliare più che da serata estiva in Patronato, assisteva impotente allo svanire di una qualificazione che sembrava a portata di mano. E in mezzo a questi stati d'animo contrastanti c'era anche Marco Illotti. Vincitore della primissima edizione del Torneo di Palo nel lontano 1994, ha visto il figlio Paolo trovare il Golden Palo decisivo della serata. Un momento che probabilmente mescola orgoglio e rammarico. Trentadue anni separano quelle due immagini, ma raccontano perfettamente una delle caratteristiche più belle del TdP: le generazioni passano, il torneo resta

Per i Cicloni l'eliminazione è dolorosa. Lo si legge negli occhi di un gruppo che vive il Torneo con autentica passione e che tra le proprie fila annovera persino l'autore  di "Ma che Palo ne so", l'inno che quest'anno risuona in continuazione tra BarH e Spotify. Per il Deportivo resta invece il rimpianto di essere arrivato a pochi minuti dalla qualificazione. Alla fine nessuna delle due continuerà il proprio cammino. Ma se il Torneo di Palo continua a esistere dopo oltre trent'anni, è anche grazie a serate come questa: partite che lasciano più ricordi che qualificati.

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