C'era una discreta attesa attorno a quella che, almeno sulla carta, rappresentava la finale del Girone C. Da una parte la Mala del Force, campione in carica e ancora a punteggio pieno. Dall'altra i Lungodegenti, squadra che porta in campo una discreta fetta della storia del TdP. In palio non c'erano soltanto i tre punti, ma anche il primo posto del girone e una candidatura molto seria al passaggio diretto ai quarti.
La partita, però, impiega un po' a decollare. Nei primi minuti si vedono più passaggi prudenti che vere occasioni, quasi che entrambe le squadre stessero studiando il meteo o, più verosimilmente, fossero inebriate dal profumino dei panini onti che si alzava da bordo campo. E proprio mentre dalla piastra iniziano ad arrivare i primi aromi della serata, la Mala comincia lentamente a scaldarsi allo stesso modo. Prima Zulian rompe l'equilibrio, poi Duranti e Breveglieri allungano fino al 3-0 con cui si chiude la prima frazione.
Il risultato è già significativo, ma racconta solo in parte quanto visto sul campo. I Lungodegenti provano a restare agganciati alla partita e costruiscono anche una bellissima azione corale che porta il numero 14 (n.d.r. come se tutti i lettori conoscessero a memoria i numeri di maglia dei giocatori... ma se il nostro bordocampista così riferisce, noi riportiamo fedelmente e lo ringraziamo pubblicamente per il prezioso lavoro sporco che svolge) a divorarsi un palo che molti al BarH avevano già contato sul tabellone. La Mala, per non essere da meno, restituisce immediatamente il favore sbagliando un'occasione altrettanto clamorosa. È uno di quei momenti in cui il pubblico ride, si mette le mani nei capelli (Egi escluso per ovvi motivi) e ordina un'altra birra (Egi escluso, nuovamente, per ovvi motivi).
Nella ripresa la partita prende definitivamente la strada della Mala. Frasson, ancora Breveglieri, Duranti e poi Sartori e Zulian completano un parziale che certifica la superiorità dei campioni in carica. I Lungodegenti trovano comunque due pali con Faggin e Bottin, utili più che altro a rendere il passivo meno severo.
A pesare, probabilmente, è stata anche l'assenza di Don Piercla. Il riferimento spirituale e tecnico dei Lungodegenti era infatti impegnato a guidare le proprie pecorelle lontano dal Patronato e non ha potuto dare il suo contributo. I compagni sperano naturalmente di ritrovarlo nella fase finale, dove l'esperienza di uno che ha superato i cento pali in carriera non si sostituisce facilmente.
La Mala chiude così il girone a punteggio pieno, con una differenza pali che profuma di pass diretto ai quarti di finale. I Lungodegenti, nonostante la serata storta, archiviano comunque il secondo posto e si preparano agli ottavi. Per entrambi il torneo continua. E, conoscendo il loro curriculum, nessuno avrà voglia di incontrarli troppo presto.
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